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Povertà, integrazione e fondo sociale: approvata la variazione di bilancio da 1,5 milioni

Interventi anche su cultura e politiche per la sicurezza grazie a contributi della Regione, fondi nazionali ed europei

Sociale, cultura e politiche per la sicurezza. Sono queste le priorità sottolineate dall’assessore al Bilancio Andrea Bosi nel presentare in Consiglio comunale la quarta variazione del Comune di Modena che riguarda principalmente la spesa corrente con quasi un milione e 700 mila euro di maggiori entrate dovute a contributi pubblici per destinazioni vincolate.

La manovra è stata approvata giovedì 27 settembre con il voto della maggioranza (Pd e Art.1 – Mdp – Per me Modena, mentre i consiglieri Domenico Campana e Marco Chincarini si sono astenuti) e il voto contrario di Movimento 5 Stelle ed Energie per l’Italia.

Con voto analogo (più l’astensione di Cambiamodena e il voto contrario di Forza Italia, non in aula nella prima votazione) è stato approvato anche il bilancio consolidato 2017 del gruppo Comune di Modena, con la verifica finale del controllo sulle società partecipate per l’esercizio 2017 e il monitoraggio infrannuale 2018.

La variazione prevede anche l’applicazione dell’avanzo vincolato di parte corrente, per 66 mila e 500 euro, una quota dei quali destinati alle spese di gestione del polo bibliotecario. L’assessore Bosi ha sottolineato come l’operazione non determini peggioramenti del saldo tendenziale di pareggio di bilancio.

Le voci principali della manovra di parte corrente sui temi sociali, per un valore complessivo intorno al milione e mezzo di euro, riguardano i contributi regionali per il piano povertà (860 mila euro), il contributo europeo e del governo per il Fondo asilo migrazione e integrazione (302 mila euro nel 2018, 100 mila nel 2019), i contributi della Regione per il fondo sociale locale (141 mila euro), per le persone sottoposte a limitazione della libertà personale (77 mila euro), per la lotta alla tratta (28 mila euro) e per l’autonomia abitativa delle donne (15 mila euro).

Sempre dalla Regione arrivano i 23 mila euro per i Musei civici e per il progetto Longobardi Alto Medioevo, così come gli oltre 27 mila euro del progetto Slot Free nel quadro delle politiche della sicurezza a promozione dei locali che non usano slot machine. A questo tipo di interventi di promozione della legalità sono destinati anche i 1.417 euro di maggiori entrate, rispetto alle previsioni, frutto delle sanzioni per le violazioni dal regolamento sulle slot machine.

Sulle spese in conto capitale la variazione è limitata, con alcune rimodulazioni degli interventi in seguito all’accertamento dei contributi, ma confermando sostanzialmente gli investimenti: dal progetto di riqualificazione del parchetto di viale Gramsci (contributo regionale di 95 mila euro invece di 125 con quindi un ulteriore quota del Comune di 30 mila euro) al cruscotto della legalità (qui il contributo della Regione supera i 10 mila euro, 3 mila in più del previsto), fino a una serie di lavori sulle scuole (dalle Rodari alle Carducci) e alla riqualificazione del Palamolza: un intervento da un milione e mezzo di euro che può contare su contributi regionali sia per il bando sport (61 mila euro in meno del previsto) sia per l’efficientamento energetico, con un finanziamento di oltre 117 mila euro dall’Asse 4 del Por-Fesr.

In dichiarazione di voto è intervenuto il consigliere del Pd Marco Forghieri sottolineando in particolare la destinazione di risorse nei settori sociale e cultura, “un dato positivo che speriamo di poter confermare anche nei prossimi anni”. Ricordando i lavori sulle scuole, il consigliere ha osservato che “se il Comune fosse stato libero di spendere risorse proprie, si sarebbe potuto realizzarli in tempi molto più brevi”.

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