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Festivalfilosofia | Cacciari: "Altro che distanza sociale, bisogna stare insieme"

 

"Ci sono slogan inquietanti e un messaggio di cui non capisco bene la natura. Quando una distanza di sicurezza la chiami distanza sociale si tratta di lapsus che non si correggono e lasciano intendere che in fondo l'isolamento dell'individuo sia per sorvegliarlo meglio, per renderlo più obbediente e che ciò venga, magari involontariamente, perseguito. Magari si tratta di una forma mentis, non necessariamente di un progetto che, facendo leva su queste occasioni, rafforza una visione paternalistica della democrazia, non dico autoritaria".

E' il filosofo Massimo Cacciari, da quest'anno anche membro del Comitato scientifico del FestivalFilosofia, a rispondere a margine della sua conferenza stampa, sull'impatto della pandemia rispetto alla colpevolizzazione dell'individuo: se sia stata utilizzata per deresponsabilizzare lo Stato. "Un governo che dice di 'stare attenti alla nostra salute' eccessivamente, i continui slogan, alcuni illogici e irrazionali, come i percorsi nelle stazioni...- ha aggiunto Cacciari rispondendo all'agenzia Dire - Ecco, non si comprende se tutto questo faccia parte di una deriva culturale verso una democrazia paternalistica o autoritaria o se siano lapsus di governanti che hanno paura".

Proprio per questo il filosofo ha voluto mettere l'accento sul valore simbolico del Festival che si sta tenendo in presenza, secondo le regole indicate in questa fase dell'emergenza: "Altro che distanza sociale, bisogna stare insieme".

(DIRE)

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