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FestivalFilosofia | Desiderio e distanza, la lezione di Recalcati

 

In questo tempo di desideri frustrati, di corpi bloccati, da quando il covid è piombato nelle nostre vite, Massimo Recalcati, psicoanalista, che anche quest'anno tiene la sua lezione magistrale al FestivalFilosofia, alla Dire ha lanciato l'invito di "tornare a leggere gli autori del Dolce Stil Novo, per dare un pò di luce a questo tempo buio. Parlavano di amore senza fare l'amore. Parlavano di dame inaccessibili, come Beatrice per Dante. Proprio la lontananza e la distanza erano state le condizioni per generare i suoi versi. Ci sono rapporti di intimità che sono alienati, e invece abbiamo rapporti di distanza che sono estremamente prossimi. Cogliamo quest'occasione per ripensare il senso della distanza e della presenza. è qui il segreto delle coppie che si amano. Per continuare ad amarsi nel tempo bisogna essere distanti anche quando si è vicini". 

è il consiglio spassionato che l'intellettuale ha condiviso con i giornalisti, a Modena, poco prima della sua lezione, dedicata al "'desideriò, che è ciò che rende la vita viva". Esiste una tradizione, ha ricordato Recalcati, che vede nel desiderio "una maledizione come sosteneva Deleuze", "un cattivo infinito come la coscienza infelice di Hegel. Ma è proprio il desiderio a dare forza e spinta alla vita- ha rimarcato- Esiste anche un 'desiderio affermativò, la felicità non è solo inquietudine". 

Ed è proprio sulla "potenza affermativa del desiderio" che Recalcati ha incentrato la sua lezione filosofica, mettendo al centro "la magia" e "il miracolo descritto da S. Agostino quando parlava della felicità come del desiderare ciò che si ha". Proprio nella "predicazione cristiana e nella psicoanalisi", ha detto infine, "si può trovare questo concetto del 'nuovò in ciò che finalmente si ha", il segreto per non rimanere in "una fuga frustrata" per sempre. 

(DIRE)

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