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Tutela dell'ambiente e della biodiversità, ecco i fondi per i progetti modenesi

La Regione accelera sulla tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile, a partire dal turismo slow: 3,6 milioni di euro per 43 progetti in tutta l’Emilia-Romagna. Si interviene a Ospitale di Fanano

Sono 43 i progetti finanziati dalla Regione con 3,6 milioni di euro grazie al Programma di investimenti per i parchi e le aree protette 2021-2023. Con due obiettivi: difendere e valorizzare lo straordinario patrimonio di biodiversità custodito nel sistema delle aree protette regionali e promuovere occasioni di sviluppo sostenibile, a partire dal turismo slow e consapevole.

Destinatari del finanziamento: i cinque Enti di gestione dell’Emilia orientale, Emilia occidentale, Emilia centrale, Delta del Po, Romagna, oltre al Parco interregionale Sasso Simone e Simoncello.

Ovvero le realtà cui fa capo una buona parte dell’estesa rete di aree protette presente in Emilia-Romagna: 14 parchi regionali, 3 parchi nazionali e interregionali, 15 riserve naturali, 34 aree di riequilibrio ecologico, 159 siti Natura 2000. Una rete green pari a oltre il 16% dell’intero territorio emiliano-romagnolo.

“Investire nell’ambiente vuol dire investire nel futuro e promuovere occasioni di crescita sostenibile per i territori e le comunità – ha spiegato l’assessora regionale alla Montagna, parchi e forestazione Barbara Lori - Con questo Programma rilanciamo l’impegno della Regione a favore dei parchi, che sempre più devono diventare luoghi in cui la tutela della biodiversità si sposa con forme di fruizione attenta e consapevole. L’Emilia-Romagna ha molto da offrire in questo senso, grazie a una posizione geografica che ne fa un vero e proprio concentrato di ambienti naturali diversi e a una straordinaria varietà di specie animali e vegetali”.

Il 30%  alla biodiversità

Impegno rispettato. Come da indicazioni del bando regionale uscito la scorsa primavera, il 30% dell’importo complessivo dei progetti candidati è stato destinato a favore della conservazione della biodiversità. Ma i principali tipi di intervento finanziati sono molteplici e di varia natura, a cominciare dal potenziamento della rete escursionistica e cicloturistica; installazione e manutenzione della segnaletica; strutture quali torrette di avvistamento e capanni per l’osservazione della fauna. E ancora: acquisizione, oltre che riqualificazione e risanamento ambientale di aree di pregio naturalistico. Fornitura e installazione di attrezzature per ridurre i danni prodotti dalla fauna.

Le risorse sono state assegnate a ciascun Ente di gestione per il 60% sulla base della superficie delle aree protette e per il 40% sulla base del numero, oltre a una quota fissa pari a 150mila euro. L’importo minimo di ciascun progetto era di 40 mila euro e il contributo regionale poteva arrivare a coprire fino ad un massimo del 90% della spesa ammissibile.

I progetti nel modenese

L'ambito dell'Emilia Centrale ha ricevuto in totale 673mila euro per 12 progetti, i più rilevanti proprio nel territorio modenese. Il finanziamento più cospicuo (oltre 150mila euro) va al progetto per la regolamentazione degli
accessi motorizzati e razionalizzazione delle aree adibite a parcheggio nella Valle dell'Ospitale (Fanano), dove si intrecciano le esigenze dei turisti con quelle dello stabilimento di imbottigliamento dell'acqua Monte Cimone da parte del Gruppo Sem. Prevista poi la manutenzione straordinaria della rete escursionistica del Parco dei Sassi di Roccamalatina e il miglioramento dell’accessibilità alla Riserva Regionale "Cassa di espansione del Fiume Secchia" e integrazione della connessione con la ciclovia del Secchia e il percorso natura. Nella Riserva Naturale "Salse di Nirano" sono stati inece finaziati interventi su habitat a favore di specie target (testuggine palustre).


 

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