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Martedì, 16 Aprile 2024
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Motor Valley Accelerator, prime demolizioni per il recupero delle ex fonderie

Al via la fase iniziale della rigenerazione dell’edificio industriale: lavori per oltre 6 milioni di euro, poi lotti 2B e 3 con Pnrr

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Nell’area delle ex Fonderie di Modena iniziano in questi giorni le demolizioni della copertura di una parte dell’edificio previste per la realizzazione dell’intervento di rigenerazione del cosiddetto lotto 2Aa che ospiterà il Motor Valley Accelerator e rappresenta la prima parte del recupero del complesso industriale, recupero che continuerà con i lotti 2B e 3, finanziati dal Pnrr, mentre prosegue il cantiere del lotto 1, il primo stralcio del progetto: si sta riqualificando la palazzina che diventerà sede dell’Istituto storico.

I lavori del lotto 2Aa sono stati aggiudicati alla ditta Iti Impresa generale spa, la stessa che si occupa della palazzina, e riguardano un’area di 1.375 metri quadri dell’edificio industriale, corrispondente a due campate accoppiate, occupando le 11 finestrature di facciata. Le demolizioni riguardano proprio le strutture di collegamento tra gli edifici, la copertura e il telaio interno.

Il valore dell’intervento, sulla base del progetto realizzato da Democenter-Sipe, aggiornato agli aumenti delle materie prime, è di 6 milioni 249 mila euro. Il lotto 2Aa non prevede finanziamenti Pnrr, ma si avvale, oltre alle risorse del Comune, di contributi della Regione Emilia-Romagna (800 mila euro) e di Fondazione di Modena (2 milioni). Il Motor Valley Accelerator è promosso da Cdp Venture capital Sgr in collaborazione con Fondazione di Modena, Unicredit, Plug and Play e Crit, soggetto attuatore per la selezione delle aziende. È previsto anche un ulteriore stralcio dell’intervento, su di un’area di 790 metri quadri, il 2Ab, da programmare in un momento successivo.

Rendering stralcio 2 A (1)

Nel frattempo, si sta concludendo la fase di validazione del progetto esecutivo dei lotti 2B e 3 la cui realizzazione è finanziata anche con risorse Pnrr nell’ambito del programma Next Generation Modena. L’appalto integrato dell’intervento di rigenerazione del complesso destinato a diventare la sede del Dast, il Distretto per l’Accelerazione e lo sviluppo della tecnologia, è stato aggiudicato a un raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla società cooperativa cortile Arco di Ravenna con mandante Palaser srl di Casale Monferrato in provincia di Alessandria. Ditte esecutrici è Enrico Colombo spa di Sesto Calende, in provincia di Varese, mentre per la progettazione sono stati impegnati Settanta7 srl di Torino e Ets spa Engineering and Techical Services di Bergamo.

Le attività principali del Dast saranno legate soprattutto al settore automotive, dalla mobilità sostenibile all’utilizzo dell’idrogeno, con lo sviluppo di start-up che operano nel campo delle tecnologie innovative, favorendo l’incontro di idee e imprese per sviluppare progetti, favorire la nascita di nuove iniziative, la creazione di laboratori di ricerca di alto profilo, incubatori e acceleratori di impresa, centri di formazione, sedi di enti specializzati.

Il valore complessivo è di 17 milioni di euro, con un finanziamento di 13 milioni e 200 mila euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma l’investimento è tra quelli che il Governo ha proposto di stralciare dal Pnrr e al momento non state ancora indicate altre fonti di finanziamento. Il progetto comunque prosegue con l’obiettivo di concludere i lavori entro il 2026.

Inoltre, si sta definendo anche la progettazione della bonifica dell’area esterna non occupata dai fabbricati industriali (il lotto 4, con quasi due milioni di euro di risorse Pnrr per i cosiddetti siti orfani) con l’obiettivo di affidare l’intervento entro l’estate.

L’intero comparto, circa 40 mila metri quadri, sarà “car-free”, a esclusiva circolazione ciclabile e pedonale, e l’area sosta per auto sarà prevalentemente ricavata nel parcheggio a raso adiacente a strada Santa Caterina, che sarà potenziato. Verrà ricavato, inoltre, un corridoio ecologico-ambientale a fianco della linea ferroviaria che si estenderà dal comparto fino alla tangenziale, dove sarà realizzata una nuova dorsale ciclopedonale lungo il sedime della Gronda nord per una riconnessione tra il sottopasso ferroviario ex Benfra e il fronte ferroviario in direzione est, oltre a nuove interconnessioni ciclopedonali lungo strada Santa Caterina e via Mar Tirreno. Verrà potenziata anche la viabilità esistente e sarà ridisegnato il tratto di via Menotti sul fronte della palazzina destinato a diventare una Zona 30.

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