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Martedì, 23 Aprile 2024
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Sicurezza nei cantieri: "bene i controlli e pene severe ma non criminalizziamo un’intera categoria"

Norme rigorose, chiare e applicabili per premiare le imprese serie e colpire chi non rispetta le regole a partire dalla sicurezza dei lavoratori. Collegio imprenditori edili, Lapam Confartigianato e CNA contrari alla “patente a punti” nel settore costruzioni

“Ogni azione utile e concreta per ridurre il numero di incidenti sul lavoro va sostenuta e condivisa. La sicurezza, va sempre ricordato, è un obiettivo comune e trasversale, un bene prezioso e imprescindibile la cui tutela non può che essere frutto di normative adeguate, scrupolosamente applicate, e di una sensibilità che deve appartenere alle imprese, ai lavoratori e alle istituzioni.”

Per queste ragioni il Collegio Imprenditori Edili dell’Emilia, dopo aver espresso il proprio profondo cordoglio per la terribile recente tragedia di Firenze, saluta positivamente la decisione di istituire un tavolo provinciale per la salute, la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro. Criminalizzare un’intera categoria però significa dare un sommario e superficiale giudizio senza fare il benché minimo sforzo per distinguere tra aziende serie, che rispettano le regole a partire dalla formazione dei propri collaboratori, e chi, il più delle volte facendo peraltro concorrenza sleale, si muove al di fuori delle regole.  

“Pur comprendendo e condividendo la rabbia e il dolore a seguito di episodi gravissimi, occorre favorire le sinergie tra tutti gli attori coinvolti ed evitare che interi settori siano sottoposti a pregiudizi. La sicurezza richiede rigore, rispetto delle norme, formazione, capacità organizzativa, ma è anche un tema culturale che si costruisce insieme. Di questo le imprese serie sono consapevoli: la stragrande maggioranza degli imprenditori s’impegna giorno dopo giorno nel rispetto delle leggi, nonché nella diffusione della cultura della sicurezza sui cantieri dove, peraltro, spesso lavorano al fianco dei propri dipendenti. Colpevolizzare pregiudizialmente il subappalto è un’altra dimostrazione di conoscenza superficiale del settore. Il subappalto in diversi casi è il frutto della volontà di affidare il lavoro a imprese competenti e preparate.”

“Oggi il mercato richiede aziende sempre più specializzate, i “tuttologi” nell’edilizia non esistono più, specializzarsi costa e non lo si può fare su tutto. È la collaborazione fra imprese che fa crescere il settore e garantisce anche la sicurezza, perché ognuno fa solo quello che sa fare bene, per il quale è formato. Non dimentichiamo, sottolinea il Collegio degli Imprenditori Edili, che l’iscrizione alle casse edili, la congruità della manodopera e la tracciabilità dei flussi finanziari garantiscono un controllo anche del subappalto, norma europea che è stata correttamente recepita per favorire e regolamentare la collaborazione fra imprese.”

L’energia e le risorse che oggi si investono nella produzione legislativa e normativa spesso determinano appesantimenti burocratici senza che siano risolutivi; è opportuno che quelle risorse vengano dirottate sui controlli: verificare costantemente i contratti applicati nei cantieri, chi fa lavori edili deve applicare quelli dell’edilizia, controllare la formazione e l’informazione degli addetti, i piani operativi della sicurezza (POS), i documenti di valutazione dei rischi delle aziende. Su questi temi, mantenendo il focus sulla sicurezza, Il Collegio degli Imprenditori Edili dell’Emilia è pronto a dare il proprio contributo e al confronto con le istituzioni e tutta la comunità.

La patente a punti

“La sicurezza sul lavoro è la priorità assoluta che sta a cuore a noi imprenditori per primi, ma non si tutela con la burocrazia. Non è più rinviabile una legge sull’accesso alla professione”. Le associazioni Lapam Confartigianato, CNA e Collegio imprenditori edili sono contrarie all’introduzione della patente a crediti nel settore delle costruzioni, misura annunciata in queste ore dal Governo.

“Si tratta di un provvedimento pieno di incertezze e lacune applicative – proseguono le tre associazioni di categoria – che non garantisce il rafforzamento della sicurezza. Il provvedimento, al contrario, rischia di trasformarsi nell’ennesimo balzello burocratico sulle spalle degli imprenditori edili, in particolare le piccole imprese, che duplica oneri economici e adempimenti amministrativi rispetto a quelli già esistenti. Anche la previsione di non garantire la pluralità dei contratti di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative non risponde alla sfida di contrastare il lavoro irregolare. La sicurezza sul lavoro si raggiunge con il rispetto di regole che devono essere chiare e applicabili, con la prevenzione e la formazione, con l’applicazione corretta dei contratti nazionali di lavoro del settore, attraverso l’associazionismo d’impresa che diffonde la cultura della legalità, incrociando le tante banche dati esistenti per porre in essere un efficace piano nazionale della prevenzione, con un sistema di ispezione sul lavoro rafforzato e senza inutili duplicazioni di competenze. È necessario potenziare il sistema dei controlli sostanziali piuttosto che introdurre nuovi appesantimenti burocratici. Come associazioni siamo aperti al dialogo con il Governo e i sindacati per definire le migliori strategie condivise per raggiungere l’obiettivo comune: il reale rafforzamento della sicurezza sul luogo di lavoro”

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