Cronaca

Spaccio di droga, sgominato un gruppo "solidale" di pusher clandestini

La Polizia di Stato ha individuato sette tunisini che spacciavano regolarmente fra la stazione ferroviaria ed il villaggio Zeta. I clienti venivano smistati fra di loro in base alla disponibilità di stupefacenti

All'alba di questa mattina la Polizia di Stato e la Polizia Locale di Modena hanno fatto scattare un'operazione antidroga che prevedeva 7 misure cautelari a carico di altrettanti cittadini tunisini, tutti irregolari sul territorio, e sospettati di gestire un vasto traffico di droga in città. 

VIDEO | Stroncato a Modena importante traffico di droga

L'indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica e condotta dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Problematiche del Territorio della Polizia Locale, ha preso avvio da un sequestro di 1700 euro in contanti e 420 grammi di eroina a carico di un soggetto che era riuscito a darsi alla fuga a bordo di uno scooter, facendo perdere le proprie tracce. Una volta risaliti all'uomo, gli investigatori sono riusciti ad allargare il cerchio, monitorando centinaia di cessioni di stupefacente, scoprendo così una attività delittuosa che coinvolgeva più persone in maniera organizzata.

Le indagini, partite nel febbraio 2020, sono durate diversi mesi anche perché l'attività di osservazione e pedinamento è stata particolarmente difficoltosa per le restrizioni alla libertà di circolazione a causa della pandemia da Covid-19. 

I membri del gruppo agivano di fatto in modo autonomo, ma erano costantemente in contatto: vigeva infatti una sorta di "patto solidale" per il quale veniva ceduto, se sprovvisti di stupefacente, il proprio "pacchetto clienti" ad un altro componente.  La loro piazza di spaccio era concentrata principalmente nel centro storico, nella zona della stazione ferroviaria e nel Villaggio Zeta e trattavano prevalentemente cocaina ed eroina.

Questa mattina sono state applicate sei misure cautelari, di cui tre in carcere e tre obblighi di firma, nei confronti di sei tunisini di età compresa tra i 38 e i 45 anni. Non è stato possibile rintracciare un settimo componente, destinatario di misura cautelare in carcere, in quanto non presente sul territorio nazionale. Le perquisizioni hanno portato gli agenti anche a pochi passi dalla Questura, presso il deposito di Hera che si trova proprio in fondo a via Palatucci, dove viveva abusivamente uno dei clandestini.

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