Scritte contro Marco Biagi a Economia, assolti i due giovani antagonisti sotto processo

Il Pm aveva chiesto condanne a 1 anno e 8 mesi per apologia di terrorismo, ma il giudice ha ritenuto non dimostrabile l'azione vandalica che era avvenuta nel marzo di due anni fa in via Berengario

Sono stati assolti con formula dubitativa il ragazzo di Parma e la ragazza modenese accusati di essere gli autori delle scritte contro Marco Biagi -il giuslavorista ucciso dalle Brigate rosse il 19 marzo 2002- comparse a Modena, sul muro esterno del dipartimento di Economia Unimore in via Berengario il 19 marzo del 2018

Al termine del processo con rito abbreviato il gip di Bologna, Domenico Truppa, ha quindi respinto la richiesta dei pm bolognesi Antonello Gustapane e Antonella Scandellari, che avevano chiesto per il giovane (all'epoca dei fatti 28enne e ritenuto l'autore materiale delle scritte) la condanna a un anno e otto mesi, e per la ragazza (all'epoca 26enne) una pena di un anno. 

I due erano accusati di apologia di terrorismo e porto abusivo d'armi in concorso, in quanto sui muri dell'Ateneo erano state scritte con vernice spray le frasi "1000 Biagi", "Marco Biagi non pedala piu'", "Onore a Mario Galesi" e "Onore ai compagni combattenti", e nel processo si erano costituite parte civile la Fondazione Biagi e l'Università.

In sostanza, spiega all'uscita dal Tribunale l'avvocato Ettore Grenci, che ha difeso i due ragazzi assieme alla collega Daniela Goldoni, nel corso del procedimento non sono emerse prove che dimostrassero con certezza la colpevolezza dei suoi assistiti. Anzi, precisa, la consulenza grafologica commissionata dalla difesa, e quella successiva richiesta dalla Procura, hanno "concluso per un'incompatibilità tra il segno grafico delle scritte e la mano del ragazzo". 

Inoltre, dettaglia il legale, le indagini non hanno potuto stabilire con certezza che l'auto ripresa dalle telecamere presenti in zona fosse "quella in uso al ragazzo" e presumibilmente utilizzata dai due per recarsi nel luogo dove sono poi state fatte le scritte. Per capire esattamente cosa abbia portato all'assoluzione dei due imputati bisognerà comunque attendere le motivazioni della sentenza, che dovrebbero essere depositate nel giro di 90 giorni.

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