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Giovedì, 18 Agosto 2022
Cronaca

Prosciugano conti e proprietà di un anziano, badante e marito a processo

A scoprire la vicenda è stato l'avvocato d'ufficio che difendeva il pensionato in un procedimento per guida in stato di ebbrezza. La famiglia si sarebbe di fatto insediata in casa dell'anziano dopo averlo spogliato dei suoi beni

Sarebbe entrata in casa con il marito e i figli la badante accusata - in concorso con il coniuge - di maltrattamenti e circonvenzione di incapace ai danni dell'anziano che la aveva assunta, poco meno di dieci anni fa, per essere assistito. Una vicenda modenese dai risvolti angoscianti che entra nella sua fase processuale.

Secondo l'accusa, la badante si sarebbe intestata tramite vendite fittizie, i due appartamenti che l'anziano aveva ereditato. Il primo appartamento sarebbe stato immediatamente rivenduto, mentre il secondo in uso alla famiglia - acquistato per la cifra irrisoria di 9mila euro, poi fatti rientrare sul conto della badante - non avrebbe fatto in tempo ad essere venduto, poichè nel frattempo sarebbe stato posto sotto sequestro a seguito delle indagini avviate dall'avvocato.

Oltre ai due appartamenti, secondo la tesi accusatoria, la donna e il marito avrebbero prosciugato anche i conti dell'anziano, gestendogli la pensione e lasciando al malcapitato 50 euro al mese "per le sigarette". Da questa gestione però, sarebbero derivati debiti per circa 100mila euro con diverse finanziarie, le quali avrebbero poi tentato di rivalersi sul patrimonio ormai inesistente dell'anziano, arrivando al pignoramento di un quinto della pensione. 

La donna, di origine rumena, avrebbe potuto disporre del denaro dell'anziano grazie a deleghe sui conti, inconsapevolmente firmate da lui. Dalla perizia psichiatrica successivamente eseguita sul pensionato, infatti, sarebbero emerse evidenti problematiche: oggi, per l'uomo, è stato nominato un amministratore di sostegno. 

I maltrattamenti, si sarebbero concretizzati poi in un vero e proprio svilimento della sua persona: all'anziano, che viveva formalmente nella casa ceduta alla badante insieme alla famiglia di lei, non era concesso nemmeno l'uso del bagno, messo a disposizione da alcuni conoscenti. Doveva inoltre stare fuori tutto il giorno: ai pasti pensava il fornaio del quartiere. Il pensionato viveva di fatto ormai una vita da nullatenente, contando sulla compassione e il sostegno di alcuni conoscenti.

Della situazione, che si protraeva da ormai 8 anni, si è accorta l'avvocato Nicoletta Tietto, casualmente nominata difensore d'ufficio dell'anziano in un procedimento per guida in stato di ebbrezza. Dopo aver notato evidenti stranezze, l'avvocato ha condotto pro bono delle indagini difensive, per poi formulare personalmente un esposto per fare in modo che Procura e servizi sociali prendessero in carico la situazione. 

Le indagini, delegate dalla Procura alla Guardia di Finanza, hanno sostanzialmente confermato il quadro delineato dalle indagini difensive, e la badante e il coniuge dovranno ora affrontare un processo presso il Tribunale di Modena, rispettivamente con rito ordinario e con rito abbreviato.

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