Scippi tra discoteche e grandi eventi, la banda di Corinaldo e la spartizione del territorio

L'indagine ha messo in luce a carico del gruppo modenese una intensisstima attività in tutto il nord Italia. Emesi contatti con chi operò allo stesso modo a Torino per la finale di Champions del 2017

L'inchiesta della Procura di Ancona che ha portato all'arresto della banda di giovanissimi modenesi ritenuta responsabile della strage di Corinaldo del dicembre scorso non ha solo fatto chiarezza su un evento drammatico e di una gravità senza precedenti, ma ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora, pieno di una "abitudine" criminale davvero inquietante.

La gang modenese che, sempre secondo gli inquirenti anconetani, avrebbe anche avuto in passato contatti con un’altra banda: quella di Torino che, la sera del 3 giugno 2017, aveva scatenato l’orda di panico in piazza San Carlo, durante la proiezione in maxischermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, provocando la morte della 38enne Erika Pioletti e ferendo 1.526 tifosi. Contatti importanti per la spartizione dei territori su cui muoversi.

Già, perché, come confermato anche da Procuratore capo Monica Garulli nella conferenza stampa tenutasi stamane, l’indagine sulla strage di Corinaldo ha aperto gli occhi un fenomeno sociale inquietante: bande disseminate in tutta Italia dedite ai furti e alle rapine di monili d’oro a danno di ragazzi presenti ad eventi di massa come concerti o manifestazioni di piazza. Non a caso anche il territorio modenese negli ultimi anni è stato teatro di episodi di questo genere, che colpivano con regolarità i principali locali da ballo e che avevano fatto scalpore anche e soprattutto propio al concerto di Sfera Ebbasta svoltosi nell'arena della Festa provinciale del Pd a Ponte Alto il 31 agosto del 2017. 

L'inchiesta - è bene precisarlo - non ha attribuito in maniera certa alla banda dei sei modenesi alcun episodio nella nostra provincia, ma è indubbio che più e più volte le discoteche siano state teatro di scippi e rapine. Piccoli episodi, che però sommati e messi a sistema davano già l'idea di un fenomeno non certo isolato, così come quello dell'uso di spray urticante negli ambienti chiusi, registrato almeno una decina di volte in zona negli ultimi due anni. Più un diversivo o uno strumento per scatenare confusione piuttosto che un'"arma". Salvo quando è costato la vita a ben sei persone.

Le tappe dell’inchiesta che ha portato ad individuare la banda

A Corinaldo tutto è nato da una traccia di dna che gli esperti del Ris hanno ritrovato sull’innesco della bomboletta spray trovata sulla pista della discoteca. Una traccia che ha collegato la bomboletta ad uno degli arrestati. Da lì i carabinieri hanno lavorato giorno e notte per effettuare tutta una serie di controlli incrociati, scoprendo come proprio quella persona fosse già stata a Fabriano il 17 ottobre, quando c’erano stati furti in un locale notturno e sempre a Corinaldo il 31 ottobre. Gli inquirenti sono così arrivati agli altri componenti della banda, presente la notte della strage. Ad inchiodarli i segnali dei cellulari collegati alle celle del territorio senigalliese e il tracciato dei telepass dell’auto con cui si sono spostati quella notte da Modena fino a Corinaldo. 

Colpi anche all'estero tra cui Disneyland e Repubblica Ceca

Quattro membri della banda dello spray al peperoncino coinvolta nella tragedia di Corinaldo avevano messo a segno un 'blitz' anche a Disneyland Paris. A quanto si legge nell'ordinanza del gip di Ancona, "hanno raggiunto il parco divertimenti "Disneyland" ubicato a Chessy (Francia). Nella circostanza, a seguito del furto di alcune collane, i quattro sono stati arrestati e, dopo essere stati presentati al giudice istruttore di Chessy (Francia) per il rito direttissimo, sono stati rilasciati. Il 9.7.2019 sono ritornati in Italia ed hanno ripreso la loro attività illecita". La banda aveva colpito all'estero anche in un'altra occasione, come si desume da una intercettazione in cui un membro della banda racconta di un'occasione nella quale è andato a rubare in una discoteca della Repubblica Ceca: "Siamo entrati, la serata faceva schifo, era un posto grandissimo mezzo vuoto, ine, io spray ner farmi un 40 (riferito al peso e/o ai carati dì una collana) tedeschi di merda, sono venuto fino qua e non ne faccio nemmeno una?".

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