Cronaca Stadio Braglia / Via Emilia Ovest, 186

Hera sigilla il contatore di un condominio, appartamenti e negozi senza riscaldamento

Succede in via Emilia Ovest, dove Inrete è intervenuta per ripristinare i sigilli, manomessi anche a seguito di un contenzioso tra l'amministrazione condominiale e la ditta che forniva il gas. Inquilini e negozianti al freddo

Grossi disagi in un condominio modenese, il grosso palazzo posto tra i civici 182 e 204 di via Emilia Ovest, di fronte alla caserma dell'Ottavo Campale. I tecnici di Inrete sono nuovamente intervenuti, nella mattina di martedì 17 per ripristinare i sigilli al contatore del gas.

La fornitura, non collegata ad alcun contratto, era stata precedentemente chiusa con apposizione di sigilli alla valvola a monte del contatore. 

"Le operazioni, che sono avvenute nel pieno rispetto di quanto previsto da Arera e dalle Linee Guida CIG (Comitato Italiano Gas) per casi come questo, si sono rese necessarie a seguito del riscontro da parte di Inrete Distribuzione Energia, la società del Gruppo Hera che a Modena gestisce le reti di distribuzione di gas ed energia elettrica, di prelievi irregolari di gas (in quanto appunto avvenuti in assenza di un contratto di fornitura con alcun venditore) e di reiterate ed abusive manomissioni dei sigilli precedentemente apposti", spiega Hera.

La manomissione dei sigilli e la successiva riapertura del contatore non solo rappresenta un illecito, ma anche un possibile rischio per la sicurezza e l’incolumità delle persone. Pertanto, Inrete nei giorni scorsi ha trasmesso una denuncia querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena. 

A questa situazione si è arrivati dopo un contenzioso degli anni precedenti, con l'Amministrazione condominiale che sosteneva un calcolo errato dei consumi a causa di un contatore malfuzionante: accusa che tuttavia Inrete ha negato, sostenendo come le analisi (condotte anche da enti terzi) abbiano rilevato il corretto funzionamento dell'apparecchio. La diatriba si è protratta e di fatto il condominio ora è senza contratto: da qui la chiusura del contatore, che non può essere utilizzato.

La replica dell'amministrazione condominiale

I problemi affondano in un vecchio contatore (installato nel 1988), poi al centro di un contenzioso per il suo malfunzionamento, Nel 2019 il condominio si accorse di bollette decisamente più elevate rispette a quelle applicate da complessi analoghi in città: dopo aver chiesto verifiche ad Hera, fu installato un nuovo contatore digitale. per risolvere il problema. Il caso, tuttavia, è finito in Tribunale, con il condominio che ha chiesto una perisia sul macchinario "accusato" di aver svolto conteggi sbagliati nell'erogazione del gas. 

"L’ingegnere incaricato il 6 aprile 2021, al termine di perizie tecniche estremamente complesse, riconosce l'errore del contatore e stima (al ribasso) 366.000 euro pagati in eccesso a Hera nel corso degli anni", spiega Marcello Incerti, di Il Tetto del Mondo, che attualmente amministra lo stabile. Incerti aggiunge: "Nella primavera scorsa ho invitato a risolvere bonariamente il contenzioso che nel frattempo si è trasformato in una causa, proponendo di compensare i nuovi consumi col vecchio credito per 200.000 euro (scontando quindi 166.000 rispetto alla perizia). Purtroppo nessuna risposta viene fornita".

Inizia quindi un "braccio di ferro" sul contatore, come l'spiega l'amministratore: "Per ben quattro volte Hera ha staccato il gas al condominio senza nessun preavviso, violando di fatto la legge e la delibera di Arera che stabilisce che il gestore, in caso di morosità, debba avvisare il condominio con una procedura scritta e con la messa in mora per permettere il pagamento del debito. Per quattro volte il condominio ha rotto i sigilli e riaperto il gas in quanto la procedura di chiusura era completamente illegale"

"Il 17 gennaio, sempre senza alcun preavviso obbligatori per legge, Hera ha telefonato all’ufficio dell’amministratore informando che sarebbe stato smontato il contatore, per non permettere più al condominio l’utilizzo del gas, lasciando 60 famiglie senza riscaldamento e acqua calda e mettendo in difficoltà tutti gli esercizi commerciali. L’amministratore ritiene che questo comportamento sia vergognoso, soprattutto in quanto il tecnico del tribunale ha già riconosciuto un credito enorme, ben superiore a €50.000 che Hera vanta di credito nei confronti del condominio", spiega Incerti, che fa sapere di intendere sporgere querela nei confronti della direzione commerciale della multiutility, in quanto ritiene che il comportamento si configuri come "violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni".

Il condominio, va precisato, a fronte del credito che sostiene di vantare, ha interrotto il pagamento delle bollette. A complicare il caso, c'è stato lo scorso anno anche il cambio di fornitore: il precedente fornitore (Unogas) ha recesso dal contratto per ragioni proprie e il condominio di via Emilia Ovest ha quindi avuto accesso al cosiddetto servizio di "fornitura di ultima istanza", motivo per quale Hera - che gestisce questo tipo di forniture in Emilia-Romagna - è tornata ad essere il soggetto che porta il gas nel palazzo. Almeno fino ai sigilli apposti a fronte dei mancati pagamenti.

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