Inquinamento. Dati negativi a Mirandola e Modena, al via il progetto Captor

Per sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche connesse all’inquinamento d’Ozono, Legambiente ha aderito, insieme ad altri partner europei,  al progetto Captor che ha come scopo la rilevazione dei livelli di ozono

Si è dato il via in Emilia-Romagna al progetto Captor, per il monitoraggio diffuso dell’inquinamento da Ozono. Infatti, bisogna sapere che con l'arrivo dell'estate giunge anche il problema dell’inquinamento da ozono troposferico. Meno noto dell’inquinamento invernale da polveri sottili, rappresenta tuttavia un inquinante altrettanto pericoloso, che colpisce principalmente nei periodi di maggior intensità solare e di calore, facendo sfumare la speranza di una tregua per i nostri polmoni. Nel calcolo dei giorni in cui si sono sfiorati i livelli massimi consentiti, alcuni luoghi dell'Emilia-Romagna si sono distinti per i risultati peggiori. 

DATI NEGATIVA DA MODENA E PROVINCIA. La situazione peggiore è registrata a Mirandola presso Gavello dove in un anno si è superato il limite consentito di ozono in ben 48 giorni.  E seppur a seguire vi siano Piacenza e due zone di Reggio Emilia, Modena conquista il quinto posto di questa classifica negativa presso il Parco Ferrari dove il superamento della soglia si è registrato in ben 39 giorni. Nel distretto ceramico è invece Sassuolo a distinguersi con 36 giorni (1 giorno ogni 10), mentre in località Remesina, una zona carpigiana, il limite è stato superato 31 giorni in un anno. 

PERCHE' E' COS' NEGATIVO. E’ risaputo che l’esposizione a questo inquinante, anche a basse concentrazioni, sia causa di problemi ai tessuti dell’apparato respiratorio, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare, aggravando anche asma ed altre patologie respiratorie nei soggetti più a rischio: in primis i bambini e gli anziani, seguiti dai soggetti sani che fanno attività all'aperto oltre che persone già affette da malattie polmonari. 

LEGAMBENTE: "BISOGNA PREVENIRE". Legambiente chiede quindi una maggiore attenzione per prevenire l’inquinamento da ozono: "È significativo che in occasione del G7 ambiente di Bologna sia stato firmato un protocollo tra tutte le regioni Padane ed il Ministero dell’Ambiente, senza però che nel documento sia contenuta la parola “Ozono”. Quello da ozono è un inquinamento determinato da traffico veicolare e attività industriali, che producono precursori altrettanto tossici come gli ossidi d’azoto. Le politiche di moderazione del traffico sono da attuare anche in estate, e si devono integrare con la gestione delle emissioni industriali. A caldaie domestiche spente, inoltre, risulta alta la domanda di elettricità per la climatizzazione, con consumi che pesano complessivamente per un terzo sulle emissioni di NOx."

CAPTOR E SENSIBILIZZAZIONE. Per sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche connesse all’inquinamento d’Ozono, Legambiente ha aderito, insieme ad altri partner europei,  al progetto CAPTOR (Collective Awareness Platform for Tropospheric Ozone Pollution, finanziato all’interno del programma HORIZON 2020-ICT-10-2015-RIA) che ha come scopo la rilevazione dei livelli di ozono attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza, mediante l’installazione presso le abitazioni dei volontari autocandidatisi al progetto di alcuni sensori in grado di rilevare le concentrazioni di ozono.  
Il progetto è entrato a luglio nella sua fase operativa: Arpae ha accolto la richiesta di collaborare al progetto consentendo la collocazione degli strumenti presso la stazione di monitoraggio di  “Parco Montecucco” a Piacenza e ciò consentirà il confronto dei dati rilevati con quelli della rete regionale della qualità dell'aria (https://www.arpae.it/Aria). 

COME FUNZIONA. Da fine mese 3 sensori Captor saranno installati presso altrettante abitazioni di volontari del progetto nella provincia di Piacenza. Nell’ambito di CAPTOR è infatti centrale il coinvolgimento della cittadinanza nella lettura e registrazione dei dati, al fine di aumentare la partecipazione e la consapevolezza sulla qualità dell’aria che ci circonda. I sensori installati in Emilia-Romagna saranno parte di una rete europea di  “citizen science” fatta di volontari italiani, spagnoli, francesi ed austriaci. Tutti le informazioni raccolte, oltre che le proposte e le azioni bottom-up provenienti dalla cittadinanza, saranno pubbliche ed a disposizione della comunità scientifica e dei decisori politici sul sito https://www.captor-project.eu/it/

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