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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Magner Bein | Perché sulle tigelle c'è il simbolo del Fiore della Vita? Tra esoterismo e simboli magici

Siamo così abituati a mangiare le crescentine, che forse mai ci siamo chiesti cosa significa il simbolo inciso sopra. Attraverso un viaggio esoterico e magico sveleremo le antiche origini del Fiore della Vita e come mai è finito sulle tigelle

Che le crescentine siano uno dei cibi più apprezzati del nostro territorio è un fatto noto, così come siano originarie di Zocca, ma pochi si sono invece chiesti per quale motivo sullo stampo delle tigelle ci sia un simbolo che ricorda il "Fiore delle Alpi". Originariamente le crescentine, il vero nome del piatto, era cotto in tigelle di terracotta, su cui è presente il simbolo del Fiore della vita, anche se spesso i due appellativi vengono confusi. Come mai quel simbolo è diventato patrimonio culinario modenese?

Politicamente conosciamo il Fiore delle Alpi in quanto simbolo della famigerata Padania leghista, ma in realtà il simbolo non è stato inventato dalla Lega, infatti le sue origini sono antiche quanto l'origine della civiltà, tanto da trovarsi nel libro esoterico più importante del giudaismo, la Cabala, con il nome di Fiore della vita. Un simbolo mondiale che si trova dall'Egitto al Messico, dall'India all'Italia, dalla Turchia al Giappone. Secondo gli ebrei il Fiore della Vita è una semplificazione del simbolo più importante del giudaismo, cioè l'Albero della Vita, che rappresenta i sette giorni della creazione. Infatti è il risultato di sette cerchi che ci intersecano e vanno a formare una "margherita a sei petali". 

Noto anche come Vesica piscis, in quanto la sua forma ricorda una vescica di pesce o ancor più l'apparato riproduttore femminile, era conosciuto nel mondo ellenico e celtico in quanto simbolo pagano. La forma vaginale ricorda l'origine della vita e da qui probabilmente il nome, ma ad affascinare è la perfezione delle sue forme, aspetto che venne successivamente spiegato da Leonardo da Vinci, che per primo scoprì che quel ognuno dei "sei petali" era alla base della costruzione di una Sezione Aurea, cioè la forma più perfetta, coerente e di bellezza desiderabile che vi fosse in natura. 

Davanti ad una tale vastità di informazioni e di misteri esoterici è difficile capire come mai quel simbolo è sulle tigelle. L'unica cosa che possiamo fare è comprendere chi per primo portò il simbolo nelle nostre terre, e a farlo furono i celti con i loro simboli magici. Infatti il Fiore delle Alpi non poté giungere a Muthuna (l'antica modena) se non grazie a chi proveniva dalle terre oltralpe. Peccato che le tigelle siano di origine medioevale, ma forse quest'ultimo dato potrebbe essere la chiave di risposta, infatti un altro nome che ha preso il simbolo è "Fiore dei popoli", in quanto comprende l'idea dell'unità dei popoli, adottato proprio durante lo scontro tra il Barbarossa e i comuni liberi d'Italia. 

Forse nella mente del primo, anonimo, che decise di incidere nelle tigelle il simbolo del "fiore dei popoli" vi era già l'idea che alla fine le crescentine sono un piatto che non si può che mangiare in compagnia. 

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