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Manifestazioni. La protesta dei SI Cobas sfila ancora per il centro storico

Un corteo molto partecipato ha attraversato il centro di Modena per rivendicare il diritto allo sciopero ed esprimere solidarietà al leader Aldo Milani, sotto processo per estorsione

Oltre mille manifestanti provenienti da più parti del nord Italia si sono ritrobvati ieri pomeriggio in largo Sant'Agostino sotto la bandiera del sindacato SI Cobas, come ormai accade da alcuni anni a questa parte in cui la sigla autonoma sta raccogliendo adesioni a forza di mobilitazioni in alcuni settore chiave come quello logistico e alimentare. Intorno alle 16 il corteo ha mosso i suoi passi lungo via Emilia Centro, alla volta di Canalgrande e dei Giardini Ducali.

Come si leggeva nello striscione che ha aperto il corteo, la manifestazione voleva essere un monito alla politica e alle istituzioni circa il diritto di sciopero e l'intenzione del movimento di portare aventi le battaglie anche con i metodi che l'hanno finora contraddistinta, sfociando talvolta in denunce per la violazione delle norme a tutela dell'ordine pubblico.

In più, al centro delle rivendicazioni vi è anche la vicenda personale - ma non solo personale - di Aldo Milani, leader nazionale del sindacato finito sottop processo con l'accusa di estorsione ai danni dei fratelli Levoni, titolari delle aziende del settore carni dove negli scorsi anni si è accesa la protesta dei Si Cobas.

Si legge fra le rivendicazioni: "Coincidenza ha voluto che proprio in queste ore la diramazione emiliana della Lega di Salvini e qualche compagno di merende hanno alzato il tiro contro il SI Cobas, invocando una sostanziale messa fuorilegge del nostro sindacato proprio alla vigilia della conclusione del processo-farsa ad Aldo Milani: una sorta di malcelata pressione nei confronti delle Procure, forse nel tentativo di controbilanciare il successo dell'appello di solidarietà che in questi giorni ha ottenuto migliaia di adesioni di lavoratori, giuristi, docenti universitari, personalita della cultura, dell'arte e del mondo sindacale e politico... I razzisti in camicia verde possono mettersi l'anima in pace: prima di loro è stato il Pd, la lega delle cooperative e il governo Renzi a tentare a più riprese di metterci fuori legge, ma gli andò molto male. Oggi, come ieri, i lavoratori rispondono uniti e compatti perché hanno sperimentato sulla propria pelle che chinare la testa ai ricatti dei padroni e del loro Stato di Polizia significa autocondannarsi a una vita di schiavitù".

Tra slogan e interventi al microfono di diversi esponenti delle realtà territoriali, la manifestazione si è mossa attraverso il centro storico sotto l'occhio vigile delle forze dell'ordine, senza causare problematiche particolari.

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