I Comitati lanciano la lotta al degrado in città con il "Tom tom drug"

Presentata stamattina una mappa digitale dei luoghi della città dove si registrano più frequentemente fenomeni di degrado: attivato un indirizzo mail per raccogliere segnalazioni, in arrivo un sito web

Gli esponenti dei comitati e la mappa

Il nome ricalca quello di un famoso navigatore satellitare, “Tom tom drug”, ma in realtà si concentra su molti altri aspetti oltre all'annosa tematica dello spaccio. Quella presentata stamattina dall'Unione Comitati per la Sicurezza, una federazione di diversi soggetti operanti sui quartieri della città, è una mappa della città di Modena in formato di Pdf costellata di “crocette” che non rappresentano il classico tesoro dei pirati, bensì stanno a simboleggiare le zone nevralgiche di degrado: spostando il mouse su uno di questi punti di riferimento, comparirà una didascalia che illustrerà il nome dell'area contrassegnata e la rispettiva problematica di degrado quali prostituzione, spaccio, accattonaggio, abbandono rifiuti e molto altro ancora.

ZONE - Se l'R-Nord, conosciuto anche con il soprannome di Hotel Eroina, è un "evergreen" del degrado geminiano per motivi di spaccio e prostituzione, si aggiungono aree più nascoste e meno appariscenti come via Massarenti, polo per la prostiuzione, abbandono di rifiuti e olii esausti. Per il resto, la mappa è una rassegna impietosa di nodi dell'insicurezza modenese, fuochi di degrado che, nonostante siano accesi da tempo, non sono mai stati spenti. Esempi concreti? Lo spaccio al parco XXII aprile, la prostituzione di Marzaglia e Cittanova e l'accattonaggio molesto alla stazione dei treni.

SEGNALAZIONI - “Questo vuole essere un punto di partenza – ha spiegato Walter Parenti, Comitato Villaggio Zeta – Abbiamo già attivato l'indirizzo mail sicurezzamodena@gmail.com e a breve avremo anche un sito web per organizzarci meglio e fare capire ai cittadini che siamo capaci di recepire le loro segnalazioni anche in forma anonima, dato che in molto si lamentano, ma al momento di denunciare si tirano indietro per paura”. Ma come è nata la mappa del degrado? “Abbiamo voluto realizzare il 'Tom tom drug' sulla scorta delle continue segnalazioni dei cittadini sulle zone di degrado – ha risposto Andrea Giordani, Comitato Viale Gramsci – Oltre a quelle più conosciute e radicate nel tempo (un esempio, R-Nord), abbiamo cercato di evidenziare piccole specificità e fenomeni che faticano a comparire sui giornali. Con questo vogliamo dare un aiuto alle Forze dell'Ordine e fare in modo che i cittadini possano segnalare le cose che non funzionano”.

VIGILI - Pesante l'attacco di Andrea De Pietri, esponente di spicco dell'Unione Comitati: “Per decenni a Modena c'è stata impunità – ha esordito - Qui non si parla di percezione del rischio o del problema, non vanno curati i cittadini, spesso accusati dall'amministrazione di essere de visionari, ma di curare il problema denunciato. Ai giornali piacciono molto gli interventi interforze, certo sono importanti, ma se non c'è un controllo capillare a valle, queste operazioni servono solo ad ottenere titoli a caratteri cubitali”. E per ottenere un controllo capillare, Parenti ribadisce un concetto già espresso in passato: “Ci vuole il vigile del quartiere, soggetto che mi piacerebbe molto incontrare nel mio quartiere in modo tale da potere introdurlo ai commercianti della zona: peccato però che non sia mai stato avvistato, checché ne dica il Comandante della Municipale Franco Chiari. Il vigile di quartiere serve proprio per verficare se l'intervento della task force è servito per sradicare il problema”. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Stefano Soranna, Sant'Agnese: “Capita spesso di leggere la notizia dell'arresto di spacciatori al Parco XXII aprile, ma se poi al pomeriggio in quel parco è tutto come prima, l'iniziativa non è servita a nulla: ci vuole continuità negli interventi”. Stesso discorso per la Pomposa: “Qui ci sono stati parecchi problemi per l'ordinanza antialcol, – ricorda Soranna – provvedimento mai applicato fino in fondo servito solo per portare avanti un'operazione di facciata”.

RICORDO - Sul parco XXII aprile in particolare, Elis Ranuzzini, Modena Est, ha voluto ricordare Luigi Lanzoni, instancabile sentinella di quella zona verde tanto vituperata dallo spaccio: “Scomparso in un incidente stradale due mesi fa, Luigi Lanzoni era una persona estremamente sensibile ai problemi di quella zona, conosceva per nome e cognome spacciatori e clienti e dalle sue segnalazioni spesso partivano operazioni di Polizia. È grazie anche al suo prezioso contributo che oggi siamo riusciti a presentare il Tom tom drug”.

 

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