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Nel 2014 meno inquinamento, migliora la qualità dell'aria modenese

Sui 10 capoluoghi della Regione, 5 hanno superato il numero massimo di giorni con livello di inquinamento sopra le norme. Modena è la migliore tra le 5 peggiori, ma con evidente distacco dalle città più ecologiche

Il 2014 ha riservato un’aria più pulita del solito per i cittadini dei capoluoghi dell’Emilia Romagna. “Gli episodi di inquinamento si sono ridotti nel 2014, ma ci sono ancora 5 capoluoghi su 10 che non rispettano i limiti delle polveri sottili, con Parma, Reggio Emilia e Rimini le città peggiori. Modena però non è da meno, perché nella classifica delle peggiori, è al quarto posto, e se si guarda la stessa classifica partendo dalle città più ecologiche, la città geminiana copre solo il 5° posto.

INQUINAMENTO NEL 2014. Seppur Modena non sia tra le città meno inquinate della regione, dall'altra ha lavorato molto per raggiungere i risultati attuali. Basti pensare che se nel 2011 i giorni di superamento dello livello massimo di inquinamento erano 89, nel 2012 sono diventati 85, nel 2013 51 e nel 2014 Modena ha sforato solo 36 giorni, cioè il 10% di un anno solare. Questo può bastare? Certo che no, perché le città romagnole hanno sforato massimo una ventina di giorni. 

NEI PRIMI GIORNI DEL 2015. Tutti i capoluoghi hanno già superato i dieci giorni di sforamenti, nel solo mese di gennaio, con Modena a quota 10. Dati estremamente preoccupanti, che ricordano la necessità di mettere in campo subito azioni per migliorare la qualità dell’aria così pesantemente compromessa nella zona del bacino padano. 

LEGAMBIENTE: "PUNTARE SU CICLABILI E AMBIENTE". Legambiente indirizza la giunta regionale verso scelte sempre più improntate all'ambiente: "E’ indispensabile che la nuova giunta riprenda immediatamente in mano il PAIR 2020 e ne acceleri l’approvazione, evitando di dimenticarlo in un cassetto. E’ fondamentale che trovino al più presto attuazione le misure contenute nel piano, e siano coordinate con politiche di promozione della mobilità pubblica su ferro con attenzione all’intermodalità (il caso della cancellazione dell’abbonamento bici+treno non è un buon segnale), delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato, oltre che della mobilità ciclabile. Serve anche maggiore spinta verso la riqualificazione urbana, con meccanismi che favoriscano l’efficientamento energetico degli edifici delle nostre città. Tutte azioni che potrebbero essere finanziate dirottando gli investimenti previsti per nuove strade ed autostrade, come il passante Nord di Bologna o la Cispadana".
 
 

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