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Cronaca Maranello / Via Jacopo Barozzi

Cinque arresti in pochi mesi, l'epopea di uno spacciatore clandestino

Fermato per l'ennesima volta un giovane tunisino, questa volta con un complice. Avevano 42 grammi di hashish e stavano attraversando in bicicletta viale Barozzi. Inseguimento e arresto da parte degli stessi agenti dell'ultima volta

Si candida ad avere una rubrica tutta sua sulla stampa locale il giovane spacciatore tunisino che ha raggiunto ieri in città il quinto arresto nel giro di qualche mese. Una storia a puntate di ordinaria criminalità - e di dubbia efficienza della giustizia italiana - che vede protagonista un ragazzo clandestino di origine tunisina, che anche ieri è stato fermato e condotto in Questura dagli agenti della Polizia, sempre per questioni di spaccio di droga.

I fatti risalgono alle ore 18.20: una pattuglia della Volante stava transitando in viale Barozzi quando si è imbattuta in una coppia di stranieri in bicicletta, che alla vista dell'auto si sono dati alla fuga, temendo un controllo. I due nordafricani si sono divisi e gli agenti ne hanno bloccato uno in via Rangoni, perdendo momentaneamente le tracce del complice. Il marocchino fermato aveva addosso un panetto di hashish del peso di 42 grammi e un telefono che squillava in continuazione. Oltre ai clienti, tra le chiamate figuravano anche quelle del “collega”, che voleva sincerarsi della sua sorte.

La Polizia è riuscito a rintracciare il complice in fuga in una sala scommesse di viale Barozzi, dove attendeva per far perdere le proprie tracce. Una volta individuato, lo hanno bloccato e arrestato, dopo averlo trovato in possesso del denaro provento di spaccio. E immaginiamo che non siano mancati i convenevoli, vista la lunga frequentazione tra gli agenti e il 26enne tunisino.

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Il giovane clandestino era stato fermato l'ultima volta a inizio aprile in via Luosi, pochi giorni dopo aver rotto lo specchietto della Volante e ferito un agente in via Emilia Ovest. Le puntate precedenti lo avevano visto finire in mano alla Polizia anche nell'aprile 2014 e in quelle della Municipale nel novembre scorso. Inoltre, sarebbe già dovuto essere fuori dal Belpaese, dopo il provvedimento del Questore di Agrigento emesso quando venne arrestato in terra siciliana l'anno ancora prima.

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