Il Vicario mons. Morandi: "Vescovo Antonio, ci manchi già"

Il Vicario Generale conclude con un suo ricordo la celebrazione delle esequie di mons. Lanfranchi, ripercorrendo la sua missione modenese. E ringraziandolo conclude: "Ci mancano le tue parole di incoraggiamento, le tue battute e anche le tue 'tirate di orecchie'"

“Vorrei tanto riuscire ad essere “vicario dell’amore di Cristo”, e cogliendo il messaggio di questa IV domenica di Quaresima, chiamata nella tradizione “in laetare”, essere servitore della vostra gioia, non di quella gioia effimera, illusoria, ma la gioia che nasce dalla comprensione del dono grandissimo della vita e del senso”. Carissimo Vescovo Antonio con queste parole iniziavi il tuo ministero pastorale in mezzo a noi il 14 marzo 2010. Fedele a questo tuo desiderio hai camminato con noi in questi cinque anni, sostenendoci con la tua parola sapiente, il tuo carattere riservato e gioviale, la tua bontà d’animo e la tua disponibilità generosa.

Non sono mancati i momenti difficili, come l’esperienza drammatica del terremoto prima e dell’alluvione, che hanno colpito la nostre terre e le nostre comunità, ma anche momenti di gioia profonda come la beatificazione di Rolando Rivi, da te fortemente desiderata, l’inizio della visita pastorale che tanto ti aveva entusiasmato, la presenza in mezzo ai giovani che avresti dovuto accompagnare la scorsa estate in pellegrinaggio in Terra Santa. In questo momento sono tanti i ricordi e i momenti vissuti insieme che affollano il nostro cuore.

Sei tu stesso che nel tuo Testamento ci confidi da dove attingevi la forza e il vigore per il tuo ministero; così scrivevi: “Con verità devo confessare che il filo d’oro che ha unito la mia vita è l’amore misericordioso di Dio e solo quello; amore che si è manifestato nel dono della vita, della vocazione al sacerdozio, nel dono dell’episcopato, nella grazia di essere vissuto nella Chiesa, nei vari presbiteri, nelle comunità. Quante grazie! Tante volte mi sono chiesto: Dove potresti essere ora se il Signore non ti avesse chiamato? Quale sarebbe stato il tuo destino? Ringrazio il Signore di non avermi mai abbandonato con il suo amore”.

L’amore misericordioso del Signore che ti ha guidato, è l’amore misericordioso che hai donato a noi come Padre e Maestro nell’annuncio della Parola e nella presidenza dell'Eucaristia, nel servizio ai poveri in una carità che come insegna il vangelo deve rimanere nascosta e visibile solo al Padre che vede nel segreto. Ma il Magistero più alto e più vero ce lo hai donato in questi mesi con l’offerta della tua sofferenza e della tua malattia per la nostra comunità diocesana! Ci hai insegnato che nulla è privo di senso e di significato se lo sappiamo vivere nell’amore e per amore! Hai combattuto con forza ed energia per poter riprendere a pieno ritmo il tuo ministero, e alla fine non ti sei arreso alla malattia, ma ti sei consegnato all’amore misericordioso del Signore.

Carissimo vescovo  Antonio, vogliamo dire a tuo nome,e a nome dei tuoi  parenti, un grande grazie a tutti coloro che in questi mesi ti sono stati vicini con tanto amore e affetto, don Giovanni e don Franco, la signora Carmela e la cugina Angela, i tuoi fratelli e nipoti, il dott.  Francesco Sala, il prof. Mario Luppi,  insieme alla sua equipe, che con grande professionalità e umanità ti sono stati vicini sino alla fine. Desidero ringraziare di cuore anche il sindaco Gian carlo Muzzarelli, per la sua vicinanza e disponibilità, non solo in questi giorni. 

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Caro vescovo Antonio non ti nascondiamo che già ci mancano le tue parole di incoraggiamento, le tue battute e anche le tue “tirate di orecchie”, ma davanti al Signore che scruta i cuori, ti diciamo che ti abbiamo e ti vogliamo bene per quanto sei stato e sei per tutti noi: vicario dell’amore di Cristo! Ti accompagniamo all'incontro con il Signore certi  di sentir risuonare le parole consolanti e rassicuranti "Vieni, servo  buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore".

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