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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Dispersione scolastica, l'assessore Cavazza coordina un tavolo sul problema

Pronto un Protocollo provinciale e già al lavoro il Tavolo distrettuale di Modena: l'assessore Cavazza risponde all'interrogazione di Querzè (Per me Modena)

Il consigliere Adriana Querzè domanda, l’assessore alla Scuola Giampietro Cavazza risponde. La Querzè chiede cosa sia stato fatto per mettere in atto il patto per Modena contro la dispersione scolastica per una crescita intelligente e sostenibili; l’assessore Cavazza risponde con azioni di monitoraggio, promozione del successo scolastico e formativo (anche attraverso un sistema di certificazione dei crediti e coinvolgimento attivo delle famiglie), prevenzione della dispersione scolastica tramite una maggiore flessibilità organizzativa tra scuola, formazione professionale e lavoro.

Questa è stato una delle interrogazioni uscite dal consiglio comunale riunito ieri, lunedì 30 marzo. Cavazza ha poi delineato quelle che sono state le azioni finora messe in atto per raggiungere questo scopo: oltre al già attivo l’incontro informativo alla Camera di Commercio tra insegnanti delle secondarie di primo grado e genitori su opportunità formative e necessità occupazionali del territorio, le scuole aperte a genitori e ragazzi e, in taluni casi, la possibilità per gli studenti di partecipare per un giorno alle attività didattiche, sono state attivate altre e nuove iniziative, come il Salone dell’Orientamento organizzato lo scorso dicembre presso San Filippo Neri dalle scuole in sinergia con l’assessorato.

Inoltre, “coordinato con quello provinciale – ha continuato l’assessore - è stato avviato un Tavolo a livello distrettuale che affronta la tematica della dispersione e dell'orientamento definendo per l'anno prossimo modalità di lavoro condivise tra tutti i soggetti coinvolti: dall’ufficio scolastico territoriale alle singole scuole, dall’Ausl alle Politiche sociali e giovanili del Comune, dal volontariato agli enti di formazione fino alle fondazioni che si occupano del tema. Tante le questioni affrontate, come quella del ‘consiglio orientativo’ che, non pare più adeguato e si è consigliato di sostituire con uno, non più solo basato sul profitto scolastico ma in grado di descrivere le competenze del giovane al fine di individuare la scuola più adatta. Inoltre – ha aggiunto Cavazza – in considerazione del fatto che la dispersione può essere ridotta e contenuta agendo in modo diffuso e continuo sul disagio scolastico, cioè su quella pluralità di difficoltà che impediscono a molti studenti di vivere efficacemente l’esperienza scolastica, nell’ambito del Tavolo sarà avviato un progetto di screening delle famiglie più fragili, già dai primi anni di vita scolastica del bambino”.
 

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