Bassa, immobili e conti sequestrati ad un imprenditore in odore di mafia

L'uomo è finito al centro di un'inchiesta che ha portato alla confisca definitiva dei beni, in quanto ritenuti frutto di affari illeciti con persone vicine alla camorra e alla 'ndrangheta

La Guardia di Finanza di Bologna "ha confiscato tra le province di Modena e Bologna, eseguendo una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale modenese, un patrimonio immobiliare, societario e finanziario del valore di oltre un milione di euro, riconducibile ad un imprenditore edile di origine campana (D.G.), da tempo residente nel modenese, vicino a soggetti contigui alla criminalità organizzata campana e calabrese". In particolare, spiegano le Fiamme gialle, sono stati "acquisiti definitivamente al patrimonio dello Stato, tra Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, e Crevalcore, in provincia di Bologna, 11 immobili, tre partecipazioni societarie e rapporti bancari", tutti riconducibili all'imprenditore. 

Il provvedimento rappresenta l'epilogo delle indagini "svolte, ai sensi del Codice Antimafia, su delega della Procura di Modena, dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Bologna, sotto la direzione del pm Claudia Ferretti". La confisca, dettagliano i finanzieri, è il secondo atto di "un procedimento per l'applicazione di misure di prevenzione patrimoniali antimafia, nel cui ambito il Tribunale di Modena aveva già accolto e disposto, nel 2017, il sequestro dei beni" ora confiscati, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dall'uomo e dal suo nucleo familiare.

In particolare, dalle indagini del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) è emerso "un quadro complessivo in cui trovano coerente collocazione la ciclicità della costituzione di nuove società, la fittizietà di alcune sedi societarie e la sparizione della documentazione". Tutti elementi che dimostrano come l'uomo sia un evasore seriale, che ha "commesso reiterati e sistematici delitti in ambito economico-finanziario", e che "evidenziano, inoltre, la sua vicinanza a clan camorristici e a cosche della 'ndrangheta". 

Ora i beni confiscati, concludono le Fiamme gialle, potranno essere gestiti dall'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, che "ne curerà la destinazione e il riutilizzo a fini sociali".

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