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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca Pavullo nel Frignano

Abusi sessuali su minorenne, 37enne dovrà scontare quasi sei anni di carcere

Nel gennaio dello scorso anno, l'uomo era stato condannato a 9 anni e 6 mesi. La pena è stata notevolmente ridotta all'esito del giudizio di secondo grado

Nel gennaio dello scorso anno, un 37enne residente a Pavullo è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di carcere all'esito del giudizio abbreviato che lo vedeva imputato per il reato di violenza sessuale ai danni di un 13enne. Coinvolti nella vicenda, altri tre ragazzi: un maggiorenne, che ha patteggiato, e due minori, su cui ha indagato la Procura dei Minori di Bologna.

Tre gli incontri, da circoscrivere tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2022, finiti sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, durante i quali il 13enne sarebbe stato dapprima attirato nell'appartamento del 37enne con la proposta di giocare ai videogiochi, per poi essere abusato. Le violenze subite dalla vittima erano venute a galla quando l'adolescente aveva trovato la forza di confidarsi con una coetanea, dopo mesi di sofferenza. 

Una vicenda drammatica, che si inserisce in un contesto di disagio sociale che la difesa del 37enne - portata in aula dall'Avvocato Jenny Loforense - aveva messo in luce già in primo grado, ponendola poi alla base dei motivi di impugnazione nel giudizio di Appello. A tal proposito, la Corte d'Appello aveva disposto una perizia inerente la capacità di intendere e di volere dell'imputato, dalla quale era emerso che si trattasse di un soggetto dal basso quoziente intellettivo, che presentava gravi profili di immaturità psicologica per i quali era seguito dal Centro di Salute Mentale.

Oggi, il processo a carico del 37enne si è concluso con un concordato tra le parti, e la pena è stata rideterminata in 5 anni e 10 mesi di reclusione. Tale concordato è stato reso possibile dall'intervenuta Riforma Cartabia, che ha ammesso l'utilizzabilità di tale strumento anche per i procedimenti relativi ai reati a sfondo sessuale, che prima dell'intervento legislativo ne rimanevano esclusi. Rimangono fermi i risarcimenti dovuti alla vittima e ai suoi genitori, che si sono costitutiti parte civile nel processo. 

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