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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca Mirandola

Conduceva laboratorio abusivo di vivisezione, condannato mirandolese

Condannato a 4 mesi di reclusione un imprenditore mirandolese che, in un casolare di campagna, ha effettuato su conigli e criceti più di 1.300 sperimentazioni di biocompatibilità e test per 566 tipologie di prodotti medicali

Un casolare di campagna celava in realtà un laboratorio abusivo di sperimentazione e vivisezione su cavie, conigli e criceti. Il titolare di questo laboratorio, un imprenditore mirandolese, è stato condannato dal Tribunale di Modena per maltrattamento e uccisione di animali. Lo ha riferito la Lega Antivivsezione. L'uomo ha patteggiato una pena di quattro mesi. All'epoca della macabra scoperta erano intervenute le Guardie Zoofile Lav e le Fiamme Gialle, le quali posero la struttura sotto sequestro.

SPERIMENTAZIONI - Nel laboratorio clandestino sarebbero state effettuate più di 1.300 sperimentazioni di biocompatibilità e testati 566 tipologie di prodotti medicali. "Un reato gravissimo, sia per le sofferenze inflitte agli animali sia per l'assenza di garanzie che un laboratorio clandestino può offrire alla collettività e per il quale dunque avremmo voluto una pena ben più severa - afferma la Lav in una nota - Questa condanna è particolarmente importante perché è la prima emessa in Italia per un caso di sperimentazione illegale e, inoltre, perché conferma che tutti gli animali sono oggi oggetto della normativa penale sul maltrattamento, la legge 189 del 2004, senza distinzione alcuna, anche se oggetto di attività speciale, come in questo caso la sperimentazione animale".

LEGGI - Ma l'Italia deve ancora fare dei passi avanti in materia legislativa: "Una sentenza importante in un contesto intoccabile come la sperimentazione animale - afferma Michela Kuan, biologa, responsabile Lav settore Vivisezione - Anche se l'Italia recepirà a brevde il nuovo testo comunitario, purtroppo né la legge nazionale, né quella europea pongono ad oggi reali vincoli nel ricorso all'animale e mancano totalmente i controlli, quindi questo caso è unico perché ha permesso di aprire un varco in questo muro silenzioso sottolineando come le poche volte in cui sono entrate le telecamere negli stabulari, abbiano trovato situazioni illegali. La Lav - conclude la nota - si riserva ogni ulteriore commento e azione dopo aver preso visione della sentenza di condanna".

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