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Economia

Commercio e servizi, in un anno l'occupazione crolla del 12%

I dati peggiori nel settore alimentare e nei pubblici esercizi; resta alto il monte ore di cassa integrazione. Confesercenti: "Urge un cambiamento delle politiche economiche"

Ci lasciamo alle spalle un anno drammatico: sul fronte dell’occupazione, nelle MPMI del commercio turismo e servizi, il crollo del numero degli occupati è senza precedenti. Secondo il monitoraggio condotto dal Centro Studi di Confesercenti Modena Osservatorio Lavoro, su oltre 1500 imprese del comemrcio, del turismo e dei servizi, l’occupazione ha segnato nel 2013 una flessione pari al -12,0% rispetto all’anno precedente. Un dato di per sé già grave a cui vanno aggiunti quelli della cassa integrazione che si mantengono ancora ai livelli elevati del 2012. L’Osservatorio di Confesercenti conferma quindi, come questa recessione, più di ogni altra, colpisca il lavoro nelle piccole imprese che operano unicamente sul mercato interno.

Vendita di generi alimentari - É il settore che più di ogni altro denota sofferenza sul dato occupazionale le cui micro e piccole imprese segnano un calo drammatico degli occupati: -21,2% nei dodici mesi del 2013 rispetto al 2012. percentuale a cui va sommato un aumento del 5% delle ore di cassa integrazione. Tutto ciò è innegabilmente determinato dal calo dei consumi che da diversi trimestri colpisce anche il settore alimentare ed in particolare le imprese operanti su piccole superfici che, lo  ricordiamo, hanno una bassissima media di collaboratori per impresa: 1,2. In questa situazione la rinuncia al personale dipendente è l’estremo tentativo di sopravvivenza prima della chiusura definitiva.

Turismo e pubblici esercizi - Anche le imprese del settore pubblici esercizi registrano una preoccupante caduta dell’occupazione. La diminuzione degli addetti nell’anno appena trascorso si attesta sul -19,4% se confrontata a quello precedente. In leggero aumento le ore di cassa integrazione: +3,2%. Nel settore inoltre si rileva particolarmente, che gli elementi di eccessiva burocratizzazione degli adempimenti introdotti dalla “Riforma Fornero” riferiti soprattutto al lavoro intermittente, fortemente presente in quest’ambito, non sono stati sufficientemente mitigati dal “Decreto Lavoro” approvato ad agosto. Questo motivo induce le imprese ad utilizzare con sempre maggior frequenza lo strumento del voucher, con il risultato che l’occupazione si spinge verso forme sempre meno stabili.

Settore extra alimentare - Persiste il calo degli occupati anche nell’extralimentare: -5,8% rispetto al 2012. Diminuiscono per contro le ore di cassa integrazione: -59,5% ma ciò è dovuto al fatto che le imprese, non intravedendo segnali di inversione di tendenza rispetto al continuo calo della domanda interna, sono ormai costrette a rinunciare gli ammortizzatori sociali in deroga e ricorrere alla diminuzione dei dipendenti.

Servizi di intermediazione - Rispetto al quadro generale fortemente negativo questo settore contiene la perdita di occupati con una flessione che si limita a fine 2013 al -1,8%. È opportuno ricordare però che questa tipologia di imprese, a causa della profonda ristrutturazione della filiera commerciale, negli ultimi anni aveva già dovuto ridurre sensibilmente il personale dipendente. In analogia con il settore extra alimentare, e per le medesime cause, si segnala un marcato calo delle ore di cassa integrazione: -34.8%.

Commercio all’ingrosso - È l’unico comparto in cui al momento si registra ancora una certa stabilità occupazionale: +0,1% nel 2013 rispetto al 2012. Parallelamente si segnala però un significativo aumento delle ore di cassa integrazione con +49,4%, dato che evidenzia una prospettiva di peggioramento delle dinamiche occupazionali anche nelle imprese di questo settore.

“Da questo quadro emerge  - evidenzia Confesercenti Modena –  che la durata e la profondità della crisi necessitano in via prioritaria di un cambiamento delle politiche economiche, di una riduzione sostanziale del cuneo fiscale contributivo sul lavoro, di una diminuzione del carico fiscale su imprese e lavoratori. Condizioni necessarie per sostenere la domanda interna, motore principale di una possibile ripresa della nostra economia. Contestualmente chiediamo al Governo di emanare un decreto chiaro ed immediatamente applicabile per garantire gli ammortizzatori in deroga all’intero comparto delle MPMI, necessario per non peggiorare ulteriormente i già drammatici dati della disoccupazione. Inoltre riteniamo urgente un ulteriore revisione delle tipologie contrattuali, partendo da un quadro di parziale fallimento sia della Riforma Fornero del 2011 sia del “Decreto Lavoro” dell’agosto 2013, in quanto non hanno tenuto sufficientemente conto, nella definizione dei rapporti contrattuali, delle caratteristiche e delle esigenze delle MPMI, soprattutto in un comparto fondamentale come quello dei Pubblici Esercizi e del Turismo”.

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