Licenziamenti in Blumarine, la nuova proprietà dimezza il personale

Perdite in bilancio troppo elevate: la gestione Marchi incomincia nel segno della riduzione del personale. Sindacati e politica in campo

Davvero un pessimo inizio di 2020 per i dipendenti di Blumarine, storica griffe carpigiana. Nelle scorse ore, infatti, la proprietà ha annunciato l'apertura di un licenziamento collettivo, che secondo le stime dovrebbe portare al dimezzamento del personale, che passerebbe da un centinaio ad una cinquantina di unità.

Sa un primo incontro con i sindacati pare che la decisione del nuovo management sia irrevocabile. Da pochi mesi, si ricorderà, la proprietà del marchio è cambiata, passando dalla fondatrice Anna Molinari all'imprenditore Marco Marchi, patron di Liu Jo. Le difficoltà economiche della griffe erano note e gravi: nell'ultimo bilancio la perdita era stata di oltre 14 milioni di euro, bel oltre la metà del fatturato annuale complessivo dell'azienda.

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Nelle prossime ore è atteso un nuovo confronto sindacale per cercare di trovare una soluzione alla crisi, mentre la politica è già intervenuta. Lo ha fatto la confermata consigliera regionale Pd Palma Costi: “Sugli annunciati licenziamenti alla Blumarine esprimo grande vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici che stanno affrontando questa situazione così complicata e difficile e che in questo momento vedono messa in discussione la loro professionalità, la loro capacità produttiva, la loro capacità reddituale e anche il loro essere dentro una società. Mi farò carico di attivare tutte le istanze necessarie per la massima tutela per le lavoratrici. Blumarine è un marchio storico della città e del nostro sistema fashion che va sostenuto per l’importanza che riveste non solo nella storia produttiva del nostro territorio, ma anche per tutto il distretto di Carpi. E’ necessario inserire il fashion in un piano di tutela del Made in Italy come aspetto identitario della nostra storia nazionale”.

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