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Martedì, 9 Agosto 2022
Economia

Patto sul Fisco, Modena prima in regione nella caccia agli evasori

Segni incoraggianti dall'accordo tra Agenzia delle Entrate e amministrazioni locali: in provincia sono stati individuati ben 16,6 milioni di euro attraverso le segnalazioni dei comuni. La Cgil, soddisfatta, chiede di estendere il Patto

Un Patto che funziona. Questa è il giudizio positivo che la Cgil modenese e regionale consegna al Patto stipulato tra i Comuni e l'Agenzia delle Entrate che permette agli enti locali di essere le prime “sentinelle” dell'evasione fiscale, effettuando segnalazioni all'Agenzia e ricevendo in cambio una percentuale del denaro recuperato.

La Cgil, in ogni sede di incontro con le istituzioni locali, ha fortemente spinto per l'adesione di tutti i Comuni al Patto, sottolineando come la strada intrapresa sia quella giusta, anche se sicuramente migliorabile con l'implementazione delle “buone pratiche” finora acquisite. I dati mostrano come la nostra regione sia di gran lunga la prima, a livello nazionale, per numero di Comuni coinvolti nel Patto virtuoso con l'Agenzia delle Entrate, e la prima per risultati ottenuti.

La provincia di Modena è addirittura prima nella graduatoria regionale delle "maggiori imposte accertate" grazie alle segnalazioni dei comuni per 13,6 milioni di euro, e prima anche per l'entità di risorse "già incassate" per 3,6 milioni. Un consistente "malloppo" ripreso a contribuenti modenesi disonesti, che ritorna nelle tasche di tutti i cittadini. In particolare, il 74% delle segnalazioni si riferiscono ad evidenti sottostime nelle proprietà edilizie e patrimoniali, alle transazioni immobiliari, al commercio ed ai professionisti. Solo nell'ultimo anno, le segnalazioni sono cresciute del 53%, segno che il meccanismo rende e funziona e che lo scambio di dati e i percorsi di formazione del personale sono divenuti efficaci.

Cinque comuni modenesi campeggiano nella top ten regionale degli Enti più virtuosi: Modena, Carpi, Mirandola, Soliera e Formigine. Solo nell'ultimo anno da essi sono partite ben 1.113 segnalazioni (+71%) e ciò è il risultato di un'attività sempre più qualificata di ricerca ed incrocio dei dati disponibili negli uffici comunali competenti e delle polizie municipali. I risultati si leggono nettamente. In quei cinque comuni, la maggiore imposta accertata a seguito delle segnalazioni, arriva ad 8.9 milioni, con un incremento del +117% , cui va aggiunto il risultato di S.Cesario, Nonantola e Maranello per ulteriori 2,8 milioni, per un totale di quasi 12 milioni.

“Un dato decisamente negativo – spiega Franco Zavatti della Cgil – riguarda invece i comuni finora indifferenti, che non hanno aderito al Patto antievasione. Significativa la punta del 49% nella provincia di Rimini e, per quanto riguarda il modenese, i comuni montani di Fiumalbo, Montese, Montecreto e Riolunato. Dimenticanza? Quei comuni ritengono di non avere evasori fra i possessori di seconda casa, o di non avere necessità di bilancio, o di non avere bisogno della preziosa collaborazione dell'Agenzia provinciale delle Entrate? La Cgil – conclude Zavatti – si è già rivolta ai Sindaci per avere chiarimenti e sollecitare la sottoscrizione del Patto”.

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