Marchionne a Modena, i sindacati scelgono una linea “soft”

Per la cerimonia di apertura dell'anno Unimore i sindacati rinunciano alle tradizionali contestazioni verso il numero uno di FCA. Atteso anche un summit con Muzzarelli sull'occupazione in Maserati

Per ora, non sono previsti presidi 'animati' con striscioni e bandiere o contestazioni sindacali in vista dell'arrivo a Modena dell'ad Fca Sergio Marchionne, atteso giovedì mattina all'inaugurazione dell'anno accademico Unimore. Attende Marchionne anche e soprattutto il sindaco-presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, che rispondendo ad un'interrogazione del Pd giovedi' scorso in Consiglio comunale ha fatto capire di voler seguire più che mai le mosse del gruppo ex Fiat nel territorio. 

Fuori dalla Fondazione Biagi, giovedì, è probabile ci sarà una delegazione dei sindacati, ma senza forzare: le sigle stanno cercando una posizione unitaria, le iniziative sono ancora in via di definizione. In questi casi si scelgono anche modalità 'pacifichè come la consegna di una lettera al diretto interessato, ma si vedrà. La questione principale resta quella della nuova cassa integrazione e del futuro degli stabilimenti locali Maserati: proprio alle 16 del 17, del resto, le sigle di categoria di Cgil-Cisl-Uil (Fiom-Fim-Uilm) ma anche Fismic-Confsal hanno in programma un incontro a tema coi vertici aziendali del Tridente. "Primi passi di percorsi unitari", segnala via Facebook il segretario provinciale Fiom Cesare Pizzolla. Se ne saprà di più dopo l'incontro con l'azienda di giovedi', al quale ne seguirà uno coi lavoratori: se il basso profilo scelto sulla visita di Marchionne non sortirà effetti, se Maserati non svelerà le proprie mosse future su Modena, è chiaro che la mobilitazione potrebbe ripartire.

Intanto, in vista della lectio magistralis di Marchionne giovedi' si fanno sentire i sindacati Flc-Cgil, Cisl-Università, Uil-Rua, Confsal-Federazione Snals Università di Modena e Reggio Emilia. Sempre in modo unitario, le sigle evidenziano in una nota: "Lo sviluppo dei diritti di chi lavora vada di pari passo con lo sviluppo tecnologico. Auspichiamo che la lectio magistralis del dottor Marchionne riesca a tenere insieme questo binomio, superando gli evidenti limiti delle relazioni sindacali in Fca negli ultimi anni". 

Il gruppo Fca, continuano i sindacati, rappresenta per Unimore "una fonte di finanziamenti oltre che di sbocchi occupazionali e risorse tecniche; viceversa, l'università offre ad Fca le altissime competenze di docenti, dottorandi, progettisti. I reciproci benefici di questo rapporto sono evidenti e non si mettono in discussione". Tuttavia, "le Università devono mantenere libertà e indipendenza nella ricerca e per questo cercare di opporsi alla progressiva riduzione dei fondi pubblici, non colmata dall'ultima legge di stabilità", aggiungono le categorie confederali e compagnia. 

(DIRE)

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