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Economia Carpi

Ricostruzione, Confesercenti: "Pmi, danni per oltre 6 milioni"

Oltre 150 le piccole e medie imprese danneggiate, spesso irreparabilmente, dal sisma: insufficienti per il momento i fondi stanziati dal governo

A più di un mese di distanza dai violenti terremoti che hanno squassato l’Emilia iniziano ad arrivare le prime stime concrete sui danni, e i numeri non sono confortanti. Confesercenti ha preso contatti con ciascuno degli affiliati della zona: più di 150 le piccole imprese e le attività di servizi gravemente lesionate, per un totale di danni che si stima attorno ai 6 milioni e 500mila euro tra merci, strutture, strumenti di lavoro, a cui però devono essere aggiunti i quasi 2 milioni di perdita di fatturato. Il problema, grave, interessa anche i comuni apparentemente meno colpiti: Carpi ne è un esempio lampante. I negozi della cittadina, in particolare quelli del centro storico, accusano infatti un calo di vendite senza precedenti, un ennesimo e sgradito effetto collaterale indotto dal terremoto.

Nel complesso le piccole imprese della Bassa che sono riuscite a rialzarsi con le proprie forze sono poche, per le altre si devono mettere in conto mesi, forse anni, per tornare alla normalità del ‘prima’. Confesercenti rimane accanto ai suoi affiliati ma spera in un intervento più deciso e massiccio del governo Monti, diversamente sarà difficile iniziare la ricostruzione. Per l'Associazione infatti “le risorse stanziate dal Governo risultano purtroppo insufficienti, per segnare una ripartenza concreta di fronte alla situazione precaria generata nella Bassa dal sisma. Dato il patrimonio che continuano a rappresentare, le imprese debbono avere certezze sul loro futuro, a partire da quello immediato. E questo sta a significare certezze e tempi rapidi sugli indennizzi, supporto fondamentale per poter ripartire e ricostituire un florido tessuto economico”.

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