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Curiosità Modenesi | Perché proprio nel nostro territorio sono nate tante case automobilistiche?

La tecnica e la capacità di creare prodotti automobilisti di alta qualità, non è merito del caso ma di una storia professionale che affonda le sue radici a più di mille anni fa

Maserati, Ferrari, Pagani, Bugatti, Lamborghini e Ducati, sono solo alcuni degli innumerevoli esempi di case automobilistiche e dei motori che hanno avuto successo non solo in Emilia ma nel mondo diventando vere e proprie eccellenze. Perché proprio nel territorio tra Modena e Bologna sono nate auto e moto che hanno conquistato il mondo? In effetti non è un caso se il successo è circoscritto da una ristretta area geografica, e questo legame tra territorio ed eccellenza è da rintracciare in un evento storico antico più di mille anni. 

Recandovi presso la Porta dei Principi nel duomo di Modena, tra le maestranze raffigurate trovate una intenta a lavorare il ferro, si tratta della corporazione dei Ferraioli, una delle più antiche confraternite artigiane d'Italia e senza dubbio la più antica di Modena. Oltre mille anni fa, prima ancora che Modena avesse il suo attuale duomo, la corporazione studiava come lavorare il ferro per migliorare gli strumenti da lavoro. In effetti, la combinazione dell'artigianalità con il ferro è dovuta anche al fatto che l'economia modenese è stata fino a 70 anni fa circa, fondata sull'agricoltura e i proprietari terrieri erano in continua ricerca di attrezzature all'avanguardia.

Non è un caso, per esempio, che Lamborghini nel 1948 lanciò i suoi trattori, così come non è un caso che uno dei maggiori produttori italiani di trattori, la Landini, sia stata fondata nel 1884 da Giovanni Landini nato a Reggio Emilia. Ed è ancora più straordinario pensare che uno dei maggiori propulsori dell'innovazione nel settore industriale modenese, nonché nella lavorazione delle macchine, sia stato Ciro Menotti. Infatti, seppur molti lo ricordano come un patriota rivoluzionario contro casa d'Este, in effetti fu anche il primo imprenditore a portare le macchine a vapore a Modena per far girare le sue filande. 

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