Cultura

Folklore Modenese | Funerali e tradizioni funebri nella società contadina

I modenesi si facevano riconoscere per usi e costumi anche durante i funerali

Nella società contadina modenese battesimi, matrimoni e funerali erano caratterizzati da riti e usi particolarmente folkloristici. Effettivamente, il giorno del funerale era considerato un momento per rivedersi e raccontarsi i pettegolezzi del luogo e così non si perdeva mai un'occasione simile. Tuttavia, le differenze rispetto ad oggi erano numerose. Prima di tutto per dare notizia della morte di qualcuno non esisteva l'affisione sui muri della notizia, infatti la carta e la stampa costavano troppo, perciò si incaricavano due persone che andavano di casa in casa a riferire la dolorosa notizia.

Nella bassa modenese, inoltre, prima di dare la notizia si apriva la finestra della stanza in cui si trovava il defunto così da permetterle di uscire e raggiungere il paradiso. Una leggenda che si collega a quella di Caronte che nell'immaginario greco prima, e dantesco poi, permetteva alle anime di passare dal mondo dei vivi a quello dei morti. Una volta che tutti avessero saputo della notizia, prima della celebrazione, ci si presentava a casa del defunto e si pregava insieme.

Era nota come la tradizione del rosario, in quanto i vicini di casa si recavano nella camera dove era disteso il morto e si preoccupavano di gestire i rosari nelle ore successive al decesso. Uno o due giorni  dopo la morte avveniva infine la celebrazione, anch'essa ben diversa da quelle di oggi, infatti non richiamava solo i parenti e gli amici del defunto, ma tutti gli abitanti del luogo e si proclamava con il richiamo delle campane. 

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