Magner Bein | Come è nata la tradizione del Balsamico di Modena?

La storia dell'aceto balsamico tradizionale è, come ogni storia, fatta di personaggi, di date, di antichi documenti e di curiosità che non ci si aspetta di trovare

Come ogni storia, anche quella dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, ha le sue date, i suoi personaggi e le sue curiosità. Il tutto ebbe inizio, storicamente parlando, il 17 Febbraio 1503, quando il notaio Tommaso Mattacoda procede per la registrazione di un'invenzione di un certo Laurino da Bazzano, del castello di Scandiano, di un "botisinus unus ab aceto", che era stato rinvenuto nel super granaio. Bisognerà però attendere un secolo, precisamente nel 1611, perché Camilllo Crivelli, figlio del noto Prospero, facesse annotare nell'inventario del padre la presenza di "dui vasillini cerchiati in ferro per l'Aceto."

E' sempre di un'eredità un altro tassello di questa storia, si tratta del marchese Giulio Thiene, sempre a candiano, redatto nel 1620 dal notaio Ippolito Berolotti figlio, in cui annova "botti cerchiate di ferro d'acetto, n.6 di misure 8 l'una." E solo vent'anni dopo un altro testamento, questa volta del modenese don Alfonso Pincetti, che scrivendo a Lucia Trebanelli, che definisce "sua serva", lascia "la barila d'accetta che è a Magreda", ovvero l'attuale Magreta.

Tuttavia bisognerà attenere il 1730 per vedere il primo documento con protagonista un Estense, ovvero il duca Rinaldo d'Este, i quali inviano a Ludovico Antonio Muratori, il noto storico che aveva dimora in piazza Pomposa, un'ampolla di "balsamico" come riconoscimento per il suo lavoro. L'ampolla fu poi parte del patrimonio in eredità ai nipoti G. Francesco e Fortunato Soli Muratori, anche se la storia venne verificata solo cento anni dopo quando nel 1864 l'erede Sofia Bagnesi Muratori, ritrovò l'antica ampolla. 

Anche se la data probabilmente più importante per il protagonismo del balsamico nella vita di corte Estense è sicuramente il 1792, quando il conte Forni racconta che il duca di Modena Ercole III, inviò il 14 Luglio una ampolla di aceto balsamico all'arciduca Francesco I d'Austria a Francoforte. Ciò conferma ormai la diffusione, almeno in termini di qualità, dell'aceto balsamico, considerato così importante da essere regalato ad un uomo potente come l'arciduca d'Austria.

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