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Fiaccolata per Borsellino, il Comune di Modena dice no

Clima tesissimo in Consiglio Comunale nel dibattito sulla proposta fatta da Michele Barcaiuolo (FdI) affinché la nostra amministrazione aderisse formalmente alla commemorazione palermitana del 19 luglio. Muro della maggioranza

Anche quando non ci sarebbe neppure bisogno di discussioni, il Consiglio Comunale di Modena è capace di dividersi. Non è stato certo uno spettacolo edificante quello andato in scena nel tardo pomeriggio di oggi in Piazza Grande, dove era all'ordine del giorno una mozione sulla partecipazione del Comune alla fiaccolata che ogni anno si tiene a Palermo in occasione dell'anniversario della morte del giudice antimafia Paolo Borsellino. Il consigliere di Fratelli d'Italia, Michele Barcaiuolo, ha infatti presentato un documento nel quale si chiedeva che il prossimo 19 luglio un rappresentante del Comune, con il gonfalone della città, prendesse parte all'iniziativa organizzata dal Forum XIX Luglio nel capoluogo siciliano.

Ma al momento del dibattito gli animi si sono accesi, nell'istante in cui si è palesata l'intenzione dei consiglieri del Partito Democratico di votare contro la proposta. La pietra dello scandalo? Per la maggioranza, in estrema sintesi, l'adesione alla fiaccolata non è stata possibile perchè fra le associazioni aderenti all'iniziativa vi sono anche gruppi appartenenti al centrodestra o all'estrema destra. Questo è emerso chiaramente dalle parole dei consiglieri Pd Garagnani, Cotrino, Pini, Rocco ed infine dallo stesso Sindaco Giorgio Pighi. Il primo cittadino ha riassunto il concetto con un'espressione ricorrente, sottolineando come la Medaglia d'oro alla Resistenza di Modena non permette di prender parte ad alcun corteo dove vi sia anche solo un'associazione dai principi discutibili e antidemocratici.

A nulla sono valsi i tentativi dell'opposizione, e di Barcaiuolo in primis, volti a mostrare come la manifestazione fosse – e sia in effetti – assolutamente trasversale, con tanto di patrocinio della Presidenza della Regione Sicilia e della Presidenza del Consiglio Comunale di Palermo, enti governati dalla sinistra. Alla fiaccolata prendono parte numerosi gruppi, tra associazioni a partiti politici, di provenienza eterogenea, riuniti in uno scopo più alto che è quello della lotta antimafia. Ma la maggioranza modenese non ha voluto sentir ragioni e ha perciò respinto il documento, con 19 voti contrari, contro i 10 favorevoli del centrodestra. Non sono mancati insulti e scambi furibondi di accuse reciproche, tanto che è stato necessario interrompere i lavori per ben due volte.

Aldilà della cronaca politica della giornata, resta un avvilente prova di forza della maggioranza: se le motivazioni addotte dai democratici possono essere comprensibili in una logica di parte, appare veramente irrealistico opporsi ad un gesto di commemorazione civile che, come ampiamente dimostrato in questi anni in tante realtà, è ormai patrimonio dell'intera comunità nazionale. Abbandonare le logiche di parte è sicuramente un sacrificio non facile da esigere, ma la lotta alla mafia non può e non deve diventare terreno di scontro come in questa occasione. Chi amministra questa città, oggi e forse non solo oggi, ha preferito rimanere dalla propria parte.

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