Un assessore per "fare sintesi", su ambiente e urbanistica Muzzarelli pesca il jolly

Inaspettata e singolare, la scelta di Alessandra Filippi è uno scossone nell'assetto politico di una maggioranza che guarda già all'esigenza di "fare sintesi" in vista dell elezioni del prossimo anno

Come può la presidente di Legambiente trovare posto fra gli assessori di quella Giunta che per quattro anni è stata bersaglio di critiche strutturali sui maggiori progetti urbanistici e di mobilità? È la domanda che molti si sono posti da quando è stata resa pubblica la nomina di Alessandra Filippi ad Assessore all'Ambiente e alla Mobilità sostenibile della squadra di Gian Carlo Muzzarelli e che solo parzialmente ha trovato risposta nelle parole dell'architetto modenese durante il suo insediamento di stamane.

Legambiente e la Filippi in prima battuta hanno infatti condotto battaglie ben chiare contro i temi che hanno visto il un impegno dell'Amministrazione in campo urbanistico. Si pensi solamente alla Bretella Campogalliano-Sassuolo di cui Muzzarelli è primo sponsor e che ha visto solo pochi giorni fa Legambiente presentarsi in Procura con un esposto. O ancora il comparto Vaciglio-Morane, che ad ottobre scorso veniva definito "non solo sbagliato nelle premesse, ma anche di dubbia qualità tecnica". E si potrebbe continuare su molte delle politiche cittadine relative all'urbanistica e alle infrastrutture.

Non è un caso che tra gli ambientalisti modenesi si siano levate critiche nei confronti della scelta del neo assessore, esortato da più parti a non accettare l'incarico di governo e rifiutare la commistione con le politiche dell'attuale maggioranza. Così però non è stato. La Filippi ha motivato la sua decisione come una "occasione di confronto", ma è inevitabile che lei stessa abbia vissuto l'esordio della sua avventura politica con un qualche imbarazzo.

Chi invece sembra aver messo a segno la mossa vincente è il sindaco Muzzarelli, che ha inserito nella propria giunta una figura dal peso politico significativo. Considerando che l'esperienza è destinata a durare solo 12 mesi, sarà difficile se non impossibile toccare con mano i risultati del lavoro del neo-assessore, ma il suo significato simbolico non sfugge ai più. 

Una ambientalista convinta (e di sinistra) non può che strizzare l'occhio a quei gruppi che hanno manifestato notevole dissenso verso le politiche ambientali del Pd e che la Filippi sarà chiamata (suo malgrado?) ad arginare fornendo spunti e considerazioni "controcorrente". Ma che, come detto, temiamo non si potranno trasformare in politiche reali sulle scelte che riguardano il  territorio. Non è un caso che le deleghe più significative siano state conferite a Giulio Guerzoni.

La testa, inutile nasconderlo, è già voltata verso le elezioni amministrative del 2019 e il Partito Democratico vive nella stringente necessità di arginare la perdita di consensi, che aldilà dei risultati nazionali, a Modena si misura anche sul terreno dei grandi temi urbanistici e ambientali. In più, la città si prepara a dibattere piani Pums e Pug che ne disegneranno la futura mappa e il dialogo con le forze "ribelli" alla sinistra dei democratici è quantomai imprescindibile per rinsaldare l'elettorato di centrosinistra. "Fare sintesi", come oggi ha sottolineato non a caso il sindaco Muzzaelli.

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