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Domenica, 21 Aprile 2024
Politica Bastiglia

Archiviazione dell'inchiesta sull'alluvione, le domande senza risposta dell'esposto 2016

Spica: “Rispetto lavoro del P.M. ma inaccettabile incolpare solo le nutrie; resta in piedi mio impianto accusatorio su cui sono iscritto quale persona offesa?”

Dopo la recente archiviazione sull’inchiesta relativa all’alluvione che colpì Bastiglia e Bomporto nel gennaio 2014 che scagiona AIPO, interviene il consigliere comunale di Bastiglia Antonio Spica, da sempre sensibile alla sicurezza del territorio e autore di diversi Esposti alle Procure anche sul disastro del 2014. "Pur rispettando il lavoro svolto dai P.M. non sono affatto d’accordo sulla recente archiviazione promossa dalla Procura modenese così come appreso dagli organi di stampa, che di fatto scagiona AIPO e incolpa le nutrie. Non posso accettare che passi questa idea, figlia di chi pochi mesi dopo l’alluvione promosse l’emendamento in Senato (sen. Vaccari ndr) proprio sulle nutrie, togliendole da animali protetti avviando così la caccia alle streghe per tentare di scagionare i veri colpevoli", attacca Spica.

"Tengo a ricordare l’Esposto presentato alla procura modenese nel 2016 e a seguito del quale il P.M. Mazzei mi indica come persona offesa. Vien da chiedersi quindi quale esito abbia avuto quella esposizione di fatti con allegati documenti a supporto, sollecitando la Procura modenese ad accelerare le indagini. Aldilà dei tre indagati per cui il fatto non sussiste, quali valutazioni ha fatto la Procura sui documenti depositati?", si interroga il consigliere.

L'esposto alla Procura conteneva alcune considerazioni sulle quali ad oggi non è chiaro sel il Pm Pasquale Mazzei abbia dato risposta, dal momento che la magistratura modenese non ha voluto sinora rilasciare alcuna dichiarazione sulle proprie valutazion in merito all'inchiesta.

Spica spiega: "Ci si chiede inoltre se la Procura modenese ha avuto modo di verificare quanto scritto in verbale della CGR (Commissione Grandi Rischi) del 5 giugno 2012 e che a me risulta da accesso atti, in cui fra le altre cose si evidenziava come “la liquefazione dei terreni che riguardò anche le basi arginali” proprio nel tratto colpito dal sisma e attraversato dai fiumi Secchia e Panaro: se quel verbale fu inviato alla Regione Emilia oltre che a AIPO chiedendo una pronta messa in sicurezza, come si attivò la Regione col suo Governatore e l’assessora con delega all’ambiente e teritorio ? Cosa fece AIPO?".

Nell’esposto e anche oggi ci si chiede il vaglio dell’Autorità Giudiziaria su botta e risposta fra l’allora Assessore regionale alla programmazione territoriale Alfredo Peri, che dichiarava: ”[…] L’Agenzia così com’è non funziona…” ma ad oggi della paventata riforma, così come dell’Ass. Peri si sono perse le tracce (perché non fu riformato l’ente prima del disastro ?), e l’allora Direttore AIPO ing. Fortunato (addirittura promosso poi alle infrastrutture della Regione Veneto), che affermava: “la Regione sapeva della mancanza di risorse e della situazione di rischio… […] e ha deciso di riutilizzare i fondi idrici in altro modo”, dichiarazione quest’ultima che ha dell’incredibile e si ha il dovere di accertare dove furono “sviati” quei fondi destinati alla sicurezza.

"Insomma a cinque anni da quel disastro che provocò anche la morte di Oberdan – oggi insignito di Medaglia d’Oro al Valor Civile – credo sia opportuno sollecitare la Procura ad accertare questi fatti esposti già anni fa; un disastro colposo di cui non possono essere incolpati i roditori, d’altronde qui in Emilia il buon prosciutto noi lo mangiamo, mica lo teniamo davanti agli occhi", chiosa il consigliere bastigliese.

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