Tutto chiuso fino al 1 maggio? Venturi sbotta: “Opinioni da bar”

Il commissario emiliano-romagnolo non risparmia critiche al capo della Protezione Civile e chiede più rigore nelle dichiarazioni: “Come cittadino mi sento mortificato”

"Non è possibile ogni giorno parare uscite che non hanno capo nè coda. Evitiamo le opinioni in libertà da bar sport". è durissimo Sergio Venturi, commissario per l'emergenza coronavirus in Emilia-Romagna, che durante la diretta Facebook di questo pomeriggio attacca, pur senza citarlo direttamente, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. "Le opinioni in libertà non aiutano- sferza Venturi- in una fase cosi' dura e delicata, sentire qualche esponente, anche di rilievo, lasciarsi andare su quando finirà l'emergenza, non è bello. è molto più positivo, di fronte a una domanda di cui non abbiamo ancora una risposta, non rispondere".

Il commissario batte i pugni sul tavolo. "Io non accetto sentir dire che l'1 maggio saremo ancora chiusi in casa- afferma- chiunque lo dice, dice una cosa di cui non siamo sicuri: io come cittadino mi sento mortificato. Magari è vero, ma è un'opinione. Se i bar fossero aperti, esprimere un'opinione sarebbe legittimo, come esprimere la previsione su chi vincerà lo scudetto. Ma se viene da un esponente del Governo, le persone lo ascoltano perchè c'è stima del Governo. Ma questa stima, per conservarla, bisogna esercitarla nella maniera dovuta".

Dunque, attacca Venturi, "smettetela di raccontare che l'1 maggio saremo ancora chiusi in casa e che forse il 18 maggio finirà. Non abbiamo alcun bisogno di preoccuparci di più, soprattutto perchè non avete alcune argomento da spendere per fare ancora paura alle persone".

Il commissario dell'Emilia-Romagna è un fiume in piena. "Ogni giorno assistiamo a un exploit, durante una trasmissione radio o in conferenza, in cui si dice: usciamo tutti coi bimbi, pero' l'1 maggio saremo ancora chiusi in casa. Diamoci una linea e confrontiamoci con le Regioni- sbotta Venturi- non è possibile ogni giorno parare uscite che non hanno capo nè coda. In una situazione cosi' difficile come quella che stiamo affrontando, in regioni cosi' devastate dall'epidemia, non è possibile dover fare i conti anche col fuoco amico. Non è il momento opportuno e neanche la modalità giusta".

Dunque "parlate con una sola voce- ammonisce sul tavolo il commissario- e raccontate le cose che siamo in grado di raccontare. Non esprimiamo opinioni da bar, non serve. Il Paese sta insieme se si riconoscono delle diversità regionali. Magari mettete a lavorare qualche saggio e prima di esprimere delle opinioni in libertà, diteci cosa avete in mente sulla base delle evidenze scientifiche e della volontà politica. Perchè la volontà politica di questa Regione è fare in modo, dove è possibile, che il tessuto produttivo possa riaprire. E noi stiamo già lavorando con grandi imprese di questa regione per stabilire quali garanzie di sicurezza abbiano i lavoratori e le fabbriche per poter riaprire. Ma non lo diciamo tutti i giorni, quando le valutazioni sono ancora in corso". Insomma, chiosa Venturi, "lavoriamo tutti nella stessa direzione evitando il bar sport, perchè non aiuta nessuno".

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