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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Attualità Madonnina / Via Luigi Zini, 25

Madonnina, due nuove palazzine in via Zini. Una per alloggi sociali

Il Consiglio comunale ha dato il via libera al permesso di costruire convenzionato: una palazzina sarà destinata all’Ers e sono previste opere di urbanizzazione e forestazione

Via libera del Consiglio comunale di Modena al permesso di costruire convenzionato in via Zini in favore della società Classe Immobiliare srl. Nell’area saranno realizzate due palazzine per complessivi 18 alloggi, di cui una destinata all’Edilizia residenziale sociale, oltre alle opere di urbanizzazione funzionali all’intervento e ulteriori opere di urbanizzazione e forestazione anche su aree di proprietà del Comune. Via Zini si trova nel quartiere Madonnina, e il comparto in questione (al civico 25) è risultato a ridosso si un'area non edificata che confina con la Tangenziale.

Nella seduta di giovedì 14 dicembre, a favore della delibera si sono espressi Pd e Modena civica, contro Europa verde – Verdi, Sinistra per Modena e Movimento 5 stelle, astenuto il consigliere Stefano Manicardi (Pd), mentre si sono avvalsi del non voto Lega Modena e Fratelli d’Italia.

“La nuova proprietà dell’area – ha spiegato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli illustrando la delibera – inizialmente aveva presentato un progetto che non rispondeva a quello della manifestazione d’interesse accolta nella fase transitoria da precedenti strumenti urbanistici a Pug. Con il lavoro degli uffici – ha aggiunto – è stato ricondotto nell’ambito dell’interesse pubblico, con la conferma di una palazzina di Edilizia sociale residenziale composta da 9 alloggi, che saranno venduti al prezzo convenzionato di 2.300 euro al metro quadrato a destinatari impossidenti e che in gennaio sarà oggetto di una convenzione sociale da approvare in Consiglio. La seconda palazzina è stata trasformata da regime convenzionato a regime di edilizia libera previo pagamento di un corrispettivo pari a oltre 165 mila euro (in aggiunta agli oneri di urbanizzazione e al contributo di costruzione) che saranno utilizzati come Fondo affitti per sostenere le famiglie modenesi. Per la vendita di questi alloggi è stato previsto, comunque, un prezzo massimo pari a 2.600 euro al metro quadrato”. Il terzo intervento, non oggetto di titolo edilizio in questa fase, riguarda la realizzazione di un edificio direzionale/commerciale/produttivo: “Il progetto di massima – ha proseguito Vandelli – toglie circa 4 mila metri quadrati di capacità edificatoria rispetto al precedente e prevede come soggetti destinatari le giovani imprese e start up”. L’azienda realizzerà tutte le opere di urbanizzazione che poi saranno cedute al Comune per quasi 3 mila metri quadrati e un valore di oltre 600 mila euro. Sono previsti, tra l’altro, la realizzazione di una pista ciclabile sul confine nord e ovest del comparto e la messa a dimora di 61 essenze arboree in continuità con il tratto di forestazione già realizzato nelle vicinanze su area ceduta al comune. Le due palazzine avranno un’altezza di due piani oltre al piano terra e saranno realizzate in classe A+, dotate di impianto fotovoltaico, postazioni bici coperte con ricariche elettriche all’esterno, oltre a postazioni al chiuso, e di sistema di ricarica elettrica delle vetture nelle autorimesse.

La delibera è stata emendata su proposta dei consiglieri Antonio Carpentieri e Federica Venturelli del Pd prevedendo alcune modifiche alla convenzione: una verifica sulla progettazione del verde e la definizione di aree di rispetto maggiori per le alberature sulla sede stradale, con eventuale riduzione del numero dei parcheggi a fronte della quale prevedere una monetizzazione; la predisposizione di almeno un posto auto per disabili in aree ombreggiate; l’ampliamento della platea di destinatari del futuro edificio produttivo/direzionale con destinazione non solo ai giovani (anche se prioritariamente) attraverso azioni di concertazione con Università, centri di formazione e soggetti del terzo settore; l’introduzione di una scontistica per le aziende per i primi tempi; la previsione di una durata minima di 20 anni per la convenzione sociale che si andrà a sottoscrivere per la palazzina Ers e il rinvio al Regolamento di edilizia convenzionata. A favore dell’emendamento si sono espressi Pd, Europa verde-Verdi, Sinistra per Modena e Modena civica, si è astenuto il M5s e si sono avvalsi del non voto Lega Modena e Fratelli d'Italia.

Nel dibattito, Enrica Manenti (Movimento 5 stelle) ha espresso perplessità sul provvedimento urbanistico: “Anche se comprendiamo la situazione in cui siamo – ha affermato – in cui si chiude la fase urbanistica precedente, il progetto non ci sembra affatto convincente. Non siamo d’accordo con la modalità operativa di procedere, anche se ci sono elementi problematici, per arrivare a completare il percorso pregresso rispetto all’applicazione operativa del Pug”.

Paola Aime (Europa verde – Verdi) ha sottolineato “le numerose criticità del progetto, la cui realizzazione non vale l’eventuale danno ambientale che causerebbe”. Il progetto era nato negli anni scorsi “in maniera diversa – ha ricordato – con una destinazione totale all’Edilizia residenziale sociale: oggi ci troviamo davanti, invece, una prospettiva in cui la quota Ers arriva al 50%, con una quota significativa di parcheggi in relazione agli alloggi e un’ampia impermeabilizzazione fuori dal territorio urbanizzato”.

In replica, l’assessora Vandelli ha precisato che l’emendamento alla delibera “consente di ottenere una regia pubblica anche sulla parte produttiva”. L’assessora ha quindi spiegato, che “le opere di urbanizzazione previste riguardano non solo le palazzine ma anche l’area produttiva, con una serie di parcheggi non di immediata realizzazione”. Vandelli ha infine ricordato che l’intervento si svilupperà “solo su un’area pari al 20 per cento della proprietà, perché l’80 per cento ci è già stato ceduto, permettendo quindi di raggiungere un equilibrio”.

Annunciando il voto contrario di Sinistra per Modena, Vincenzo Walter Stella ha rilevato che “l’accordo per la trasformazione urbanistica dell’area, che ipotizzava un intervento esclusivamente di Ers e social housing, ha subìto una sostanziale riformulazione per noi non condivisibile da parte della nuova proprietà, con la trasformazione di metà dell’Ers in edilizia libera. Inoltre, il progetto prevede consumo di suolo, non formalmente contestabile in quanto derivante da una procedura precedente al Pug, ma che per noi poteva essere ammissibile solo sulla base di una reale e totale utilità pubblica dell’intervento”.

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