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Epatite C, la Regione conferma lo screening gratuito anche per il 2024

La campagna rivolta ai nati dal 1969 al 1989 iscritti all’anagrafe sanitaria, alle persone seguite dai SerD e ai detenuti in carcere

L’epatite C è una malattia causata dal virus HCV che può rimanere latente anche per molto tempo, compromettendo lentamente il fegato. Chi la sviluppa in forma cronica, nella maggior parte dei casi non presenta alcun sintomo o solo sintomi generali, come depressione e stanchezza, ma l’infezione può evolvere in forme molto gravi. Per individuarla basta un esame del sangue, senza ticket né prescrizione medica. È possibile farlo, in Emilia-Romagna, tramite il test di screening gratuito, che la Regione Emilia-Romagna ha confermato anche per il 2024, con l’obiettivo di intercettare la patologia in tempo e fornire le giuste terapie a tutti i casi positivi identificati.

Sono tre le tipologie di destinatari, individuati dal ministero della Salute, a cui è rivolta la campagna di screening, che è stata avviata a inizio 2022: i cittadini nati tra il 1969 e il 1989 (quindi di un’età compresa tra i 35 e i 55 anni) iscritti all’anagrafe sanitaria(inclusi gli Stranieri temporaneamente presenti - STP); le persone seguite dai Servizi pubblici per le Dipendenze (SerD) e i detenuti in carcere, in entrambi i casi indipendentemente da età e Paese di provenienza.

Una persona che, se non avesse aderito alla campagna di screening regionale, non avrebbe scoperto di aver contratto il virus dell’HCV, né avrebbe effettuato una visita specialistica o iniziato un trattamento terapeutico. Anche per questo, per promuovere consapevolezza rispetto all’importanza di aderire allo screening e far conoscere ai cittadini le modalità per partecipare, il Servizio sanitario regionale ha rilanciato anche quest’anno la campagna di comunicazione “C devi pensare”, con spot video e radio, informazioni sui social e materiale cartaceo.

Lo screening in Emilia-Romagna: i dati al 31 dicembre 2023

Complessivamente, da inizio 2022, sono 1.359.915 i cittadini destinatari dello screening in Emilia-Romagna, nelle tre categorie previste: 1.329.769 nati tra il 1969 e il 1989, 23.159 seguiti dai SerD e 6.897 detenuti. Al 31 dicembre 2023, 434.846 hanno effettuato il testdi screening, pari al 32,0%; di questi per 816 (1,9 per mille di quanti hanno effettuato lo screening) la positività è stata confermata dal successivo test. 748 sono stati inviati ai centri di cura specialistici e 570 hanno iniziato il trattamento terapeutico. Esiste infatti un’efficace terapia antivirale, semplice da assumere e sicura: circa il 95% delle persone trattate guarisce completamente eliminando l’infezione. Ad oggi, invece, non esiste un vaccino. 

Come aderire allo screening per l’epatite C

L’invito ai cittadini destinatari dell’iniziativa (nati dal 1969 al 1989), avviene tramite il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e l’invio di un sms in cui viene descritta la modalità di accesso alla prestazione HCV REFLEX (con prelievo di sangue venoso). La prenotazione può essere effettuata attraverso Fse, sportello Cup, Cup Web e App Er Salute, senza bisogno di prescrizione su ricetta e senza pagamento ticket. È inoltre possibile aderire allo screening anche in occasione di altri esami ematici aggiungendo gli esami di screening per la ricerca del virus dell’epatite C, senza quindi dover necessariamente effettuare un prelievo dedicato.

Sul campione di sangue vengono in un primo momento ricercati anticorpi specifici contro il virus dell’epatite C e successivamente, in caso di positività a questo primo test, viene ricercata la presenza del materiale genetico del virus stesso. In caso di esito negativo si riceve il referto sul proprio Fascicolo sanitario elettronico; in caso di esito positivo, il cittadino viene preso in carico dal centro specialistico di riferimento individuato dall’Azienda sanitaria, che lo contatta e fissa la visita specialistica (sempre senza prescrizione, né pagamento di un ticket).

Per quanto concerne i SerD, prosegue l’attività già in corso per la ricerca di HCV nei soggetti che sono seguiti dai Servizi, a prescindere dall’età e dalla nazionalità. In caso di esito positivo viene garantito, da parte del medico SerD, l’invio del paziente a una visita specialistica e il follow up del trattamento. Anche all’interno degli istituti penitenziari prosegue l’attività di screening per HCV già in corso, e la presa in carico specialistica per i casi risultati positivi. 

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