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Uscire dalla crisi? Modena cerca le idee: al via i nuovi ‘stati generali’ della città

Le istituzioni locali lanciano le direttrici su cui dovrà essere 'costruita' la città del futuro. Ma per ora sono solo idee. Pighi: "Pensare in prospettiva, soprattutto per i giovani"

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Si chiama ‘Effetto Modena’ il documento che le istituzioni locali hanno creato in vista dei nuovi ‘stati generali’ della città. «Un immenso lavoro per far sì che Modena possa continuare ad essere motore di ricchezza» spiega il sindaco Giorgio Pighi. Dopo un lavoro di mesi ‘Effetto Modena’ esce allo scoperto con un ‘pacchetto’ di proposte su economia, lavoro, politiche giovanili, coesione sociale e tanto altro ancora. Perché «il compito di Comune, Provincia, Università e Camera di Commercio – ragiona il presidente della Provincia Emilio Sabattini – è quello di accompagnare il territorio fuori dalla crisi degli ultimi anni». Insomma, tutti si devono fare carico di trovare idee valide per rilanciare l’economia, l’occupazione e il benessere. Altrimenti sono guai.


Peccato, però, che dopo tanto parlare di ‘stati generali’ e di ambiziosi ‘disegni’ che avrebbero coinvolto tutta la provincia modenese il risultato preventivo, ovvero quello ancora sulla carta, che avrebbe dovuto essere il volano per dare vita ad iniziative di rilancio e ridefinizione della zona, trabocca di buoni propositi e poco altro. Il progetto, infatti, pur se articolato in ben cinque aree tematiche (scuola formazione e lavoro; alta conoscenza, innovazione, tecnologie, green economy; infrastrutture e marketing territoriale) consegna un’immagine nebulosa sul da farsi. E non solo nella sostanza delle varie proposte, ma anche nella tempistica (concreta) con cui le istituzioni avrebbero intenzione di applicare i loro ‘desiderata’. Vero è che tutte le idee in questione verranno discusse nel corso di un convegno il 21 giugno prossimo, presso la sala del Baluardo della Cittadella, e solo allora – sostengono Pighi e Sabattini - «sarà possibile formulare proposte concrete per far ripartire nei prossimi anni il sistema-Modena».


 

Martedì 8 giugno (a partire dalle 17,30 in piazza Pomposa) è previsto anche un confronto - dal titolo enigmatico: Happy Economy - su formazione e lavoro con studenti, docenti e rappresentanti del mondo economico e sindacale. Mentre il 10 giugno è in agenda un workshop durante il quale 60 specialisti valuteranno i punti di forza e quelli di debolezza delle varie proposte messe in campo. Il 14 e il 17, invece, sarà la volta di due ‘focus’ riservati alle categorie specifiche: il primo rivolto agli amministratori, il secondo ai commercianti. «Modena nel mondo ha un ruolo di primo piano, come ha confermato la recente indagine di Urban world – dice Pighi – e noi tutti dobbiamo impegnarci a sognare e realizzare la città del futuro. Se non si guarda in prospettiva, in un momento difficile come questo, si resta affossati». Il che è vero. Ma in prospettiva, dagli spunti contenuti nel documento d’avvio ai lavori,  la ‘visione’ del futuro di Modena appare ancora davvero poco chiara. Come una giornata nebbiosa di novembre.
 

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