Rivolte e aggressioni in carcere, due agenti feriti a Sant'Anna

Polizia Penitenziaria messa alle strette dai detenuti rissosi e violenti. Il sindacato SAPPE denuncia la situazione del nuovo padiglione del carcere modenese. Ieri e stamane diversi episodi violenti. Un agente si è fratturato un polso mentre cercava di trovare riparo

Torna a farsi critica la situazione del carcere di Sant'Anna a Modena, dove in questi giorni si sono verificate aggressioni ai danni degli agenti impiegati nel nuovo padiglione, cioè a contatto con i detenuti del cosiddetto “regime aperto”. La denuncia arriva ancora una volta da Giovanni Batttista Durante e Francesco Campobasso, portavoce del sindacato SAPPE.

“Ieri mattina, durante la distribuzione del vitto ai detenuti – spiegano i rappresentanti della Polizia Penitenziaria - i detenuti di uno dei reparti del nuovo padiglione, contravvenendo alle disposizioni regolamentari, sono usciti dalle celle. Gli agenti li hanno invitati a rientrare ma alcuni detenuti li hanno minacciati, prima verbalmente e poi con una lametta. Gli agenti, com'è noto disarmati, hanno tentato di allontanarsi per sottrarsi momentaneamente alla minaccia e uno di loro, cadendo, ha riportato la frattura del metatarso”.

L'agente è stato operato stamane in ospedale (prognosi di 40 giorni), proprio mentre la polveriera del carcere tornava ad esplodere. “Questa mattina si è verificata un'altra aggressione, sempre nel nuovo padiglione, quello a regime aperto, dove dovrebbero esserci i detenuti selezionati e meritevoli di tale regime – proseguono Durante e Campobasso - Un detenuto si è prima barricato in cella e poi si è scagliato contro gli agenti, aggredendoli. Uno degli agenti ha dovuto fare ricorso alle cure mediche”.

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Se la ristrutturazione della struttura, tra le più nuove in Italia, doveva essere la panacea di tutti i mali, pare proprio che il risultato non sia stato raggiunto. Neppure il regime aperto, pensato per dare maggiore libertà ai detenuti e quindi migliorare la convivenza, non pare funzionare a dovere. “Questi continui episodi dimostrano come il regime aperto non abbia attenuato gli eventi critici, anzi, sono addirittura aumentati – concludono i sindacalisti del SAPPE- Questo soprattutto perché, il più delle volte, i detenuti non meritevoli non vengono allontanati, ma continuano a rimanere nello stesso regime, anche dopo che si verificano episodi di aggressione a danno del personale di polizia penitenziaria”.

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