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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca Via Paolo Ferrari

Il Mef prova a sorridere, aumentano del 50% dei visitatori

Crescono anche in ottobre gli accessi al Museo Casa Natale, specialmente i gruppi organizzati. Una boccata di ossigeno per la Fondazione dopo un esordio a dir poco difficoltoso. Prorogata al 28 gennaio la mostra “Grand Prix”

Segnali incoraggianti per il Museo Casa Natale Enzo Ferrari, che finalmente incomincia a registrare una crescita abbastanza significativa dei visitatori. Dopo un’estate che ha visto un incremento del 30% di accessi rispetto allo scorso anno, il mese di ottobre mostra performances ancora migliori, con un aumento del 50% delle presenze rispetto ad ottobre 2012. In forte crescita i gruppi organizzati, non solo di stranieri ma anche di italiani.

“La notorietà del Museo accresce, sia a livello nazionale che internazionale e hanno iniziato ad arrivare i gruppi – spiega Adriana Zini, Segretario Generale della Fondazione Casa di Enzo Ferrari - Da inizio ottobre ad oggi ne abbiamo ospitati oltre trenta. Si tratta di club motoristici, ma anche di CRAL aziendali o professionisti del settore architettura e ingegneria. Certo non bisogna abbassare la guardia, occorre continuare il costante lavoro di promozione e accoglienza di stampa e tour operators. Nella stagione autunnale è importante riuscire ad attrarre visitatori anche dalle città vicine a Modena, che si trovano nel raggio di 150 km, per offrire alla gente la possibilità di una gita speciale e, a tale proposito stiamo costruendo un’ interessante offerta culturale” 

Oggi la Fondazione gestisce tutti i servizi museali, dopo che il gestore esterno si era ritirato con perdite di mezzo milione di euro, proprio a causa di un progetto che stentava a decollare e raccogliere visitatori, con il rischio di trasformare la struttura in un mero – seppur avveniristico – centro convegni. Ma fortunatamente la tendenza sembra invertita, nonostante ci sia ancora moltissimo da fare per riuscire a inserire il Mef in un circuito turistico a tutto tondo, a causa delle note divergenze con la Ferrari stessa.

“I turisti visitano il MEF perché rappresenta un tassello fondamentale non solo della storia dell’automobilismo sportivo, ma anche della storia dell’Italia, perché Enzo Ferrari è un “eroe italiano”e la sua vita ha attraversato un intero secolo, il Novecento”, dichiara ancora Adriana Zini, che spiega come il museo sia meta anche di un turismo architettonico. “Ci sono i gruppi che arrivano al Museo anche solo per vedere “come è fatto” e parliamo ad esempio dei tanti gruppi che arrivano dalla Repubblica Ceca, in omaggio a Jan Kaplicky, il grande architetto che ha dato forma alla splendida architettura del MEF, o dei gruppi che di ingegneri, architetti o semplici appassionati di design, come la delegazione di urbanisti da Stoccolma, accolta ad inizio ottobre, per la quale la Fondazione  aveva organizzato una visita guidata speciale, con l’illustrazione del contesto urbano e socio-economico del territorio emiliano-modenese”.

Nel frattempo l’esposizione “Grand Prix - Le monoposto del Campionato di Formula 1”, curata da Giovanni Perfetti in collaborazione con Jonathan Giacobazzi e dedicata alle leggendarie monoposto dal 1950 al 1994, è stata prorogata per il grande successo fino al 28 gennaio 2014.

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