Marijuana, risse e piccoli furti in centro: indagati 11 minorenni della "Glock gang"

La presenza di armi nelle foto diffuse sui social hanno fatto scattare le perquisizioni da parte della Polizia di Stato, che stamattina all'alba ha fatto visita alle famiglie modenesi dei ragzzi protagonisti di episodi di bullismo e microcriminalità nelle strade intorno a piazza Roma

Da lacune settimane erano balzati agli onori delle cronache, ma anche in cima alla lista delle indagini della Squadra Mobile. Parliamo di un gruppo di studenti minorenni protagonisti di una serie di comportamenti poco edificanti e illegali che si sono ripetuti con una certa frequenza in questi giorni in centro storico. Si tratta in particolare di una "compagnia" di ragazzi che è solita trovarsi nei fine settimana tra via Campanella, via San Vincenzo e via Santa Margherita, le stradine del centro comprese tra corso Canalgrande e piazza Roma, per trascorrere diverse ore insieme.

Tempo che tuttavia era stato dedicato anche ad atteggiamenti decisamente sopra le righe, con gesti di prevaricazione verso altri ragazzi, risse, urina sui muri e consumo di droga. In alcune circostanze erano stati presi di mira anche alcuni negozi della zona, con piccoli furti e minacce ai commercianti.

Gli investigatori della Questura hanno così incominciato ad indagare su di loro, in stretta collaborazione con la Procura dei Minori di Bologna. Dagli accertamenti è emerso anche una chat comune in cui il gruppo si definiva "Glock gang" e dove comparivano anche immagini di armi. Una circostanza che non ha lasciato molto margine agli inquirenti, costretti ad agire immediatamente visto il pericolo: così questa mattina sono scattate le perquisizioni a carico di 11 giovanissimi, che hanno permesso di recuperare 11 dosi di marijuana e tre pistole, tutte armi giocattolo per il softair.

Le famiglie sono rimaste sbalordite dal ricevere la visita dei poliziotti alle ore 6.30 di mattina e hanno collaborato pienamente con gli agenti: si tratta di nuclei famigliari italiani e benestanti, completamente presi di sorpresa dalle notizie riportate dai poliziotti circa l'attività dei figli, tutti di età compresa fra i 15 e i 17 anni, iscritti alle scuole superiori cittadine. Ora dovranno rispondere del reato di traffico di stupefacenti per il quale è aperto il fascicolo presso la Procura bolognese.

L'attività della Squadra Mobile ha avuto anche e soprattutto una funzione deterrente: non ci troviamo infatti di fronte ad episodi criminali conclamati, ma in ogni caso i giovanissimi protagonisti di queste vicende stavano percorrendo una china molto pericolosa, per la quale era ed è necessario soprattutto un intervento educativo.

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