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Cronaca

Tentato omicidio fuori dal Rockville, la difesa chiede un percorso di giustizia riparativa

I due ragazzi indagati avrebbero espresso la loro volontà di intraprendere questo percorso, codificato dalla Riforma Cartabia, che in ogni caso scorrerebbe parallelo al giudizio

Si è tenuta questa mattina presso il Tribunale di Reggio Emilia una nuova udienza del procedimento penale che vede indagati K. C., 18enne di Castellarano ed E.V., 21enne di Sassuolo, per il tentato omicidio di Giuseppe Checchia, 19enne modenese aggredito con un pugno al volto ed una sassata alla testa all'esterno della discoteca Rockville di Castellarano. 

I fatti risalgono alla notte del 9 ottobre 2022. Quel giorno, Giuseppe Checchia venne aggredito con violenza al termine di un litigio. Le lesioni subite lo ridussero in fin di vita: stette in coma 17 giorni - e ricoverato per molti di più - nel reparto di Terapia Intensiva dell'Ospedale di Baggiovara. 

A distanza di poco più di un mese, vennero arrestati i due ragazzi attualmente alla sbarra. Immediatamente tradotti in carcere in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, i giovani vennero scarcerati due settimane dopo con l'intervento del Tribunale del Riesame, e quindi condotti agli arresti domiciliari dove tutt'oggi si trovano. 

Questa mattina, l'Avv. Roberto Ghini, l'Avv. Valentina Schenetti e l'Avv. Roberta Pasquesi, difensori dei due indagati, hanno reiterato la richiesta di giudizio abbreviato condizionato dall'esecuzione di una perizia medico-legale. Tale richiesta infatti, già presentata, non era stata accolta nell'udienza precedente. Con il consenso - nonchè la ferma volontà - dei due ragazzi inoltre, gli avvocati hanno chiesto che venga intrapreso un percorso di giustizia riparativa.

Tale percorso, che correrebbe comunque parallelo al giudizio (abbreviato o ordinario, dipendentemente dalla decisione del giudice), pur essendo presente nella prassi da diversi anni è stato codificato solo di recente dalla Riforma Cartabia. Si tratta di un programma complesso, che grazie al sostegno di psicologi e mediatori consente all'autore di un reato di confrontarsi con le conseguenze dello stesso, tentando di risolverle. Questo percorso può arrivare fino all'incontro - solo ed esclusivamente consensuale - con la vittima del reato, ed è stato concepito in ottica risocializzante. Un programma complementare dunque, per comprendere il quale è necessario uscire dalla logica punitiva con la quale spesso si approccia il processo penale.

La prossima udienza, nella quale il giudice dovrà esprimersi sulle richieste della difesa, è in programma per il 14 giugno.

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