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Dalla Procura stretta sui reati d'odio e discriminazione, "Cambiato il clima socio-politico"

Un ordine di servizio del Procuratore aveva già dato indicazione di dare massima priorità alle manifestazioni di odio e intolleranza, comprese quelle sul web. Anche se sono ancora poche le denunce verso gli "haters"

Le espressioni di odio e discriminazione sono cresciute negli ultimi tempi? Difficile rispondere a questa domanda, soprattutto all'epoca dei social network, che rispetto al passato amplificano la percezione di questo fenomeno complesso. Una risposta affermativa al quesito arriva però dalla Procura di Modena, con il procuratore Lucia Musti che ha voluto incontrare la stampa proprio per sottolineare come ci si trovi di fronte ad un problema reale, rimarcato in un ordine di servizio emesso già nel luglio dello scorso anno.

In quel documento, infatti, il procuratore rimarcava come un "mutato clima socio-politico" rendeva necessaria una maggiore attenzione verso i "reati di odio e di discriminazione etnico-religiosa". In termini pragmatici, la direttiva rivolta sia ai magistrati che alle forze dell'ordine era quella collocare questo tipo di crimine in cima alla lista delle priorità: parliamo sia di reati "minori" come ad esempio le scritte sui muri o le minacce, sia dei più gravi reati contro la persona.

In altre parole, l'indicazione per la Polizia Giudiziaria è quella di svolgere le indagini in tempi rapidi e prestare particolare attenzione alle vittime, mentre per i magistrati della Procura di Modena l'indicazione è quella di trattare con priorità i casi di discriminazione che finiscono sulle rispettive scrivanie.

II Procuratore ha specificato le scelte dei mesi scorsi sottolineando una crescita dei casi in oggetto: contrariamente a quanto si possa immaginare, invece, non sono molte le denunce pervenute ai Pm circa reati commessi attraverso i social network. La dottoressa Musti lo ha evidenziato oggi con riferimento alla notizia della chiusura delle indagini relative ad una serie di commenti incitanti all'odio apparsi sullapagina Facebook "Sei modenese se...) nel 2014, per i quali è stato chiesto il processo a carico di undici persone.

Il caso - riportato oggi dalla Gazzetta di Modena - era relativo ad una vicenda del dicembre di cinque anni fa, quando la notizia dell'occupazione abusiva da parte di alcuni nomadi di un terreno creò appunto reazioni violente, culminate addirittura con il lancio di una bottiglia incendiaria all'interno dell'area in questione in zona Paganine.

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