Emergenza rifugiati pakistani, saranno trasferiti a Bologna

Diversi stranieri occupano da giorni le tribune del Novi Sad e sopravvivono grazie ai volontari di Porta Aperta. La Prefettura ha stabilito che verranno spostati nel centro di accoglienza regionale insieme ai "migranti di mare"

Chi ha frequentato in questi giorni l'area della stazione ferroviaria e il parco Novi Sad non ha potuto fare a meno di notare un gruppo di stranieri bivaccare negli spazi pubblici. Si tratta di una trentina di uomini di origine pakistana, giunti a Modena dopo un lungo viaggio dall'Asia e identificati qualche giorno fa dalle forze di Polizia. Ma intorno a questo gruppo si è creato una sorta problema di accoglienza, vista la natura ambigua del motivo della loro presenza come clandestini sul territorio nazionale.

Queste persone stanno passando le loro giornate tra la stazione e il parco, trovando accoglienza per quanto riguarda i pasti nella mensa di Porta Aperta, ma la loro casa e il loro letto sono diventate le tribune coperte del Novi Sad. Una situazione chiaramente insostenibile, cui solo oggi le istituzioni hanno deciso di porre rimedio seriamente, con un vertice in Prefettura alla presenza dell'Assessore comunale Giuliana Urbelli e delle forze di polizia.

I pakistani sono in attesa di formalizzare la richiesta di protezione internazionale e l'indecisione sul loro trattamento ha riguardato l'opportunità di farli transitare attraverso i canali dei profughi africani in arrivo via mare in questi difficili e drammatici mesi, oppure utilizzare un metodo più “tradizionale”.

Al termine dell'incontro di oggi, è stato deciso di attivare il Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) affinché queste persone possano essere assistiti nel contesto di tale Organismo che si rivolge in modo specifico ai cittadini stranieri giunti in Italia che hanno fatto richiesta di protezione umanitaria.

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Ma alla luce dell'emergenza, oltre ad aver attivato le strutture sanitarie per la verifica della sussistenza di malattie trasmissibili, è stato concordato di coinvolgere la Prefettura di Bologna affinché questo gruppo di stranieri possa essere ricompreso, in via del tutto eccezionale, nell’ambito delle operazioni umanitarie in atto e trasferiti presso il Centro di prima accoglienza del Capoluogo regionale. I pakistani, dunque, saranno aggregati ai profughi africani in attesa che la burocrazia faccia il proprio lento corso.

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