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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Sacca / Viale Alessandro Lamarmora

Cie al collasso, domani scatta lo sciopero dei dipendenti

Fino al 28 luglio gli operatori di via Lamarmora saranno al lavoro solo per garantire i servizi minimi. Rischia di essere il colpo di grazia per una struttura la cui gestione sembra ormai irrimediabilmente compromessa

Dopo l'ennesima rivolta dei giorni scorsi, la situazione del Cie di via Lamarmora si avvicina ormai al tracollo. I dipendenti del consorzio gestore L'Oasi sono pronti a incrociare le braccia da domani, martedi 23 luglio, dopo lo sciopero prima rinviato poi effettivamente messo in atto dalla Fp/Cgil di Modena. La Prefettura ha garantito che sono state avviate le procedure per pagare le due mensilità arretrate non corrisposte dalla cooperativa, scadute di maggio e giugno 2013, ma questo non è bastato al sindacato.

Non vi è infatti alcuna garanzia di pagamento delle prossime mensilità. “Ricordiamo che dal 1° luglio 2012 ne è stata versata con puntualità solamente una, e da ben 9 mesi il Consorzio L'Oasi non riesce a farvi fronte autonomamente”, spiega Marco Bonaccini, segretario Fp/Cgil, che prosegue: “Non sono costantemente rispettate varie norme in materia di sicurezza sul lavoro, né relativamente all'orario di lavoro. Non solo: siccome a fronte dei continui disordini dovuti alle condizioni in cui vivono i trattenuti si è ridotto significativamente il numero di persone recluse nella struttura, L'Oasi ha comunicato l'intenzione di aprire la procedura di cassa integrazione per esubero di personale”. Se i trattenuti sono pochi, cassa integrazione, se sono molti, condizioni gestionali e lavorative improponibili. Una prospettiva decisamente negativa per gli operatori del Centro.

Nei sei giorni di sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali, nonostante, come segnala lo stesso sindacato, i lavoratori in servizio siano talmente pochi (in particolare gli infermieri) che per garantire i servizi minimi, anche l'esercizio del diritto di sciopero è fortemente limitato. Questo ennesimo duro colpo alla struttura modenese rischia seriamente di accelerare i tempi per una sua chiusura, per la quale molte forze sociali si stanno battendo da tempo, compreso il sen. Vaccari (Pd), che aveva portato il tema all'attenzione del Governo.

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