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Cronaca

Nuovi arresti nella 'ngrangheta Aemilia, sequestri per 35 milioni

Prosegue l'opera di smantellamento della cosca cutrese trapiantata tra Modena e Reggio, con nuovi ordini di arresto per i faccendieri di Grande-Aracri. Sequestrati beni e società riconducibili a Michele Bolognino e ai fratelli Vertinelli

Mentre la giustizia bolognese si prepara ad avviare le udienze preliminari per ben 219 soggetti coinvolti nell'inchiesta Aemilia, continuano le operazioni dei Carabinieri contro gli esponenti della 'ndrangheta “di casa nostra”, con nuovi sequestri e ulteriori misure di custodia cautelare per le persone già rinviate a giudizio e finite agli arresti lo scorso gennaio.

Questa mattina, infatti, oltre cento Carabinieri del Comando Provinciale di Modena e del Raggruppamento Operativo Speciale, supportati dal Comando Provinciale di Reggio Emilia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e contestuale decreto di sequestro beni emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bologna nei confronti di Michele Bolognino e dei fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli, a vario titolo indagati nell’ambito dell’operazione per associazione di tipo mafioso, fittizia intestazione di beni, impiego di denaro e proventi illeciti, riciclaggio ed altri reati aggravati dalla finalità mafiosa.

L’operazione, condotta nelle province di Reggio Emilia, Parma, Aosta, Bologna e Crotone, ha portato al sequestro di 16 società di capitali, 9 beni immobili, 16 autoveicoli e 21 tra rapporti bancari e finanziari. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 35 milioni di euro. Le indagini, che già avevano dato origine a interventi di notevole portata nei confronti dell’organizzazione ‘ndranghetistica emiliana, ne hanno ulteriormente confermato l’ingerenza nella gestione e controllo di  attività imprenditoriali, formalmente intestate a prestanome, nonché l’accumulo illecito di significativi patrimoni personali. 

Proprio dalle indagini patrimoniali svolte nei confronti degli interessati, sono emerse conferme sulla gestione occulta di imprese, in parte già sottoposte a sequestro nel contesto delle operazioni condotte il 16 ed il 22 luglio scorsi, quando venne sequestrata anche l'azienda Dueaenne Sas di Bruna Braga, moglie di Augusto Bianchini.

Attraverso l’analisi della documentazione contabile sequestrata, si è evidenziata la riconducibilità agli indagati di ogni processo decisionale interno alle aziende, per cui qualsiasi “ordine” relativo alle operazioni aziendali veniva vagliato e gestito dai reali dominus, dietro lo schermo di compiacenti prestanome. Ciò ha consentito di ricondurre ai fratelli Vertinelli e a Bolognino una serie di imprese attive nel settore dell’edilizia, quali il Consorzio Stabile GECOVAL di Aosta, la S.I.C.E. s.r.l., l’Impresa VERTINELLI s.r.l., l’EDILIZIA COSTRUZIONI GENERALI s.r.l., queste ultime di Montecchio Emilia, la TOP SERVICE s.r.l. di Parma e la OPERA s.r.l. di Crotone.  Sono state inoltre trovati riscontri circa la riconducibilità agli indagati delle società (pertanto sottoposte a sequestro) TOUCH s.r.l. di Crotone, operante nel settore degli autotrasporti, la Tangenziale Nord Est s.a.s., la MILLE FIORI Service s.r.l. e la Achilli & Schianchi s.n.c., tutte con sede a Montecchio Emilia e attive nel settore della ristorazione e bar. 

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