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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca

'ndrangheta “Aemilia”, in manette gli imprenditori amici del boss

Parte un "secondo round" nell'operazione dei Carabinieri contro gli affari della cosca Grande-Aracri. Blitz nelle province emiliane, con perquisizioni e sequestri preventivi di oltre 330 milioni. Nove persone in manette

Nelle primissime ore di questa mattina i Carabinieri hanno eseguito nuove ordinanze di custodia cautelare emesse, su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Bologna, nei confronti di nove persone, tre dei quali esponenti della ‘ndrangheta emiliana attiva nelle province di Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Modena ed operante anche in quelle di Verona, Mantova e Cremona. Si tratta di un secondo filone dell'inchiesta Aemilia, che ha portato finora alla denuncia di 224 persone.

Decine le perquisizioni in corso in varie aree del territorio nazionale, anche a carico di liberi professionisti. Tra gli arrestati figurano anche insospettabili prestanome, ritenuti responsabili di trasferimento fraudolento di valori e reimpiego in attività economiche di denaro “sporco”, beni ed altre utilità provento delle attività mafiose della cosca Grande-Aracri.

Il provvedimento odierno conseguentemente colpisce alcuni sodali al centro dell’attività di reimpiego, le aziende infiltrate e i relativi prestanome. Le custodie in carcere hanno riguardato, Nicolino Grande Aracri, Alfonso Diletto, Michele Bolognino e Giovanni Vecchi. Ai domiciliari, invece, sono finiti Domenico Bolognino, Jessica Diletto, Francesco Spagnolo, Patrizia Patricelli e Ibrahim Ahmed Abdelgawad.

La misura cautelare ha inoltre disposto il sequestro preventivo (oltre 330 milioni di euro) delle seguenti società di capitale e di tutti gli elementi patrimoniali connessi di: “Consorzio Europa”, con sede in Brescello (RE); “SAVE Group S.r.l.”, con sede in Montecchio Emilia (RE); “SAVE Engineering S.r.l.”, con sede in Montecchio Emilia (RE); “Impregeco S.r.l.”, con sede in Roma; “SAVE International LTD”, con sede a Birzebbuga (Malta); “Immobiliare BG S.r.l.”, con sede in Reggio Emilia; “Immobiliare Prestigio S.r.l.”, con sede in Parma; “Platino Immobiliare S.r.l.”, con sede in Modena; “D.S. Costruzioni S.r.l.”, con sede in Brescello (RE). Tutte aziende riconducibili ad Alfonso Diletto, nonché della discoteca “La Para” sita in Parma, riconducibile a Michele Bolognino.

IL VIDEO

In sintesi, è emersa con forza la posizione di Alfonso Diletto, che faceva da collettore di risorse economiche provenienti anche dalla cosca calabrese, per poi farle confluire in diverse società operative nel settore degli appalti, non solo privati. Gli inquirenti sono riusciti a tracciare i flussi di denaro, evidenziando come Vecchi e Patricelli fungessero da prestanome: per questo sono stati arrestati per ricettazione con aggravante mafiosa.

Altra posizione cruciale, già nota per il coinvolgimento della Bianchini Costruzioni, è quella di Michele Bolognino, le cui attività imprenditoriale sono proseguite grazie a soggetti terzi anche dopo il suo arresto dello scorso gennaio nel primo blitz di Aemilia. Proprio per questo sono stati arrestati come prestanome l'egiziano Abdelgawad, Jessica Diletto e Francesco Spagnolo.

Aemilia bis - Bologna 16/07/2015

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