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Frodi sui crediti iva, sequestrati ad un vignolese beni per un valore di 2 milioni

Il sequestro dopo un'indagine che aveva già portato a varie denunce nel 2019. Non è passata inosservata la sproporzione fra i redditi dichiarati e le reali disponibilità dell'uomo e della sua famiglia

Sequestrati beni per 2 milioni di euro nel modenese. Questa mattina, i militari della Guardia di Finanza di Modena hanno sottoposto a sequestro, a Modena, Reggio Emilia e relative province, i beni e i rapporti finanziari e bancari, per un valore stimato di circa 2 milioni di euro, riconducibili a F.S., vignolese classe 1970, con precedenti penali per ricettazione, reati fiscali e fallimentari. L’esecuzione del sequestro dei beni rappresenta l’epilogo di un'indagine svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena, finalizzata alla ricostruzione del profilo di pericolosità sociale del 50enne e all’individuazione degli asset patrimoniali e finanziari acquisiti illecitamente dallo stesso e dal suo nucleo familiare.

Già nel maggio del 2019 era stata ricostruita l'attivita di un'organizzazione criminale che, tramite la sistematica creazione di falsi crediti I.V.A., aveva generato una rilevante evasione da “riscossione”, utilizzando il sistema della compensazione, causando all’Erario un danno quantificato in decine di milioni di euro, già a partire dal 2015.

Il vignolese colpito oggi dalla misura di prevenzione era la "mente" del sodalizio criminale: nono sono passati inosservati l’acquisito di quote societarie, beni mobili ed immobili che, oltre ad essere state perfezionate con capitali illeciti, non trovano riscontro con i redditi dichiarati,

Le indagini hanno permesso di ricostruire la rete dei prestanome tramite i quali il cinquantenne vignolese ha realizzato quell’apparente spostamento di ricchezza. Si sono, così, raccolti elementi utili per ascrivere a tali soggetti la mera formalità e non il reale possesso di quote societarie, di immobili e delle risorse finanziarie necessarie per concretizzare i plurimi negozi giuridici individuati, viziati ab origine nell’intento e simulati sotto il profilo soggettivo, in quanto privi di reali vincoli tra le parti contraenti.

Alla luce degli elementi raccolti, il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena segnalava alla locale Procura della Repubblica di valutare la richiesta a carico del soggetto sopracitato di applicazione della misure di prevenzione personale della “sorveglianza speciale”, nonché l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale volta ad attingere i beni, che per gli elementi compendiati, si è ritenuto essere stati acquistati con i proventi dell’attività illecita, in ossequio al c.d. requisito di “correlazione temporale” tra acquisizione e pericolosità, fino alla concorrenza dell’importo sproporzionato pari a oltre 2 milioni di euro.

La Procura della Repubblica di Modena – nella persona del sostituto procuratore  Giuseppe Amara - avanzava al Tribunale di Bologna proposta di applicazione di misure di prevenzione a carattere personale e patrimoniale ex art. 4 e 16 D. Lgs. n. 159/2011, sulla base della quale la competente Sezione Misure di Prevenzione, in accoglimento della proposta avanzata, ha emesso il provvedimento di sequestro anticipato di beni riconducibili, anche per interposta persona, nei confronti del proposto e dei suoi familiari. Il sequestro ha interessato 6 unità immobiliari, tra cui 4 appartamenti, 6 autovetture, beni di pregio e disponibilità presenti in numerosi rapporti finanziari, per un valore stimato pari a circa 2 milioni di euro.

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