Coronavirus, Confprofessioni chiede sostegno al reddito anche per i liberi professionisti

Maria Pungetti: “La cassa integrazione in deroga non è sufficiente e se vogliamo salvaguardare le attività lavorative dei titolari di studio e dei loro collaboratori”

Confprofessioni Emilia Romagna, associazione sindacale datoriale dei liberi professionisti ordinistici e non, esprime grande apprezzamento per l’attività della nostra Regione nella sua attività di sostegno alle imprese ed alle famiglie, che ha portato già dalla settimana scorsa alla firma del protocollo per la cassa integrazione in deroga ed alla costante comunicazione con il nuovo assessore.

"Tuttavia, è fondamentale portare all’attenzione della nostra Regione alla grande difficoltà in cui vengono a trovarsi gli studi professionali, già provati dalla lunga crisi economica, a causa  della grave e inaspettata emergenza sanitaria, dovuta all’epidemia di COVID-19. Tale emergenza impatta in maniera inevitabile anche sul tessuto economico, e sta comportando un brusco rallentamento, se non arresto, delle attività per tutti i liberi professionisti. Il tutto mentre i costi fissi continuano ad incidere sulle finanze", spiega l'associazione.

Confprofessioni si fa portavoce in sede istituzionale delle istanze dei circa 110mila autonomi attivi in Emilia Romagna, e chiede alla regione di individuare e di attivare al più presto una serie di misure mirate al sostegno di una categoria sempre più numerosa e al centro delle attività produttive del nostro territorio.

Le recenti disposizioni europee parificano le libere professioni sono alle piccole e medie aziende chiediamo. Pertanto la richiesta di Confprofessioni ER è che i sostegni previsti per le aziende siano estesi anche ai liberi professionisti, ordinistici o meno, e che si possa procedere ad erogazioni di fondi finalizzati a sostenere lo smart-working, (strumentazioni hardwere, softwere, assistenza tecnica e formazione), ad alleggerire i costi fissi degli studi professionali (mutui, affitti, spese di gestione), a incentivare la realizzazione di forme di aggregazione professionale smart come le reti ( programmi e infrastrutture).

 “La realtà delle nostre attività è medio- piccola, anzi micro - afferma la presidente di Confprofessioni ER Maria Pungetti - spesso svolta in forma individuale, con pochissimi o nessun dipendente. Pertanto la cassa integrazione in deroga non è sufficiente e se vogliamo salvaguardare le attività lavorative dei titolari di studio e dei loro collaboratori. Riteniamo che sia assolutamente indispensabile da parte della Regione intervenire con sostegni al reddito dei lavoratori autonomi, non solo quelli iscritti alla gestione separata Inps ma anche di tutti quelli iscritti alla casse di previdenza ordinistiche”.

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Le proposte nel dettaglio:

  • Interventi di sostegno al reddito per tutti i liberi professionisti (sia iscritti a casse autonome che all’Inps);
  • Contributi a fondo perduto a sostegno dell’implementazione dello smart working;
  • Contributi per lo sviluppo di investimenti che aiutino il rilancio delle nostre attività;
  • Sostegno al credito con fondi di garanzia;
  • Cassa integrazione in deroga a favore degli Studi con dipendenti, con regolamentazione che consenta la riduzione temporanea degli addetti, anche in presenza della prosecuzione dell’attività da parte del titolare;
  • Sollecitare immediatamente lo Stato al rinvio di scadenze fiscali e contributive, scadenze di adempimenti amministrativi e fiscali ecc… di un tempo pari a quello della durata della situazione di emergenza

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