Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Il centrodestra contro il blocco dei diesel Euro 4: "Solo demagogia"

Il blocco previsto dal 1 ottobre trova reazioni contrarie tra le fial di Forza Italia e Lega Nord. Galli (FI) mette nel mirino la flotta del trasporto pubblico Seta, mentre Bargi (Lega) accusa l'inceneritore

Le novità della manovra antismog varate dalla Regione continua a solevare molte perplessità e accendono la polemica politica. Le opposizioni di centrodestra esprimono la loro contrarietà alle nuove misure, che come noto prevedono dal 1 ottobre anche il blocco dei veicoli con motore diesel Euro 4, che per il solo comune di Modena, ad esempio, sono ben 11mila. Il capogruppo di Forza Italia in Regione Andrea Galli commenta: "Costringere le famiglie e le imprese modenesi a cambiare la loro auto Euro 4 con l'obiettivo di migliorare la pessima qualità dell'aria modenese è pura demagogia. Parliamo di veicoli immatricolati fino al 2011 e la cui sostituzione comporterà un grave danno economico a quelle aziende e a quei modenesi che si vedono ora obbligati a stravolgere il loro bilancio familiare".

Nel mirino del rappresentate modenese in Assemblea Regionale finisce la flotta dei bus Seta, snocciolando alcuni numeri: "Abolire la circolazione dei diesel Euro 4 porterebbe alla rottamazione circa la metà delle autovetture a gasolio modenesi, il 76,7% dei veicoli commerciali e il 70% di quelli industriali stando ai dati Lapam. Tutto questo mentre il pubblico è ben lungi dal dare il buon esempio - continua Galli - Volendo restare al traffico stradale ricordo che l'azienda di trasporto Seta continua a far circolare a Modena veicoli Euro 2. Basti pensare che su 665 bus diesel della flotta Seta, oltre il 60 per cento sono Euro 2, Euro 3 ed Euro 4. Addirittura gli Euro 2 sono 213, pari al 32% dell'intero parco mezzi diesel Seta. Puntare ipocritamente il dito contro i cittadini mettendo le mani nelle tasche di famiglie e imprese per appagare gli slogan ambientali demagogici del Comune e della Regione è inaccettabile".

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Sulla stessa lunghezza d'onda anche il sassolese Stefano Bargi, consigliere della Lega Nord, che afferma: “L’area prevista per il blocco del traffico è troppo ampia e insieme allo stop all’euro 4 finisce per danneggiare gravemente chi usa i mezzi per lavoro. E dunque l’intero territorio. Messi insieme Regione e Comune hanno realizzato un provvedimento sbagliato e inutile, che non risolve il problema dell’inquinamento e danneggia il tesuto economico della città senza dare risultati certi nell’abbattimento dei livelli di smog. E, intanto, l’inceneritore continua a bruciare ogni giorno tonnellate di rifiuti…”

Bargi è tra i sostenitori della possibilità di ogni Comune di poter "declinare la norma a seconda delle specificità, prevedendo, per esempio, se non vere e proprie deroghe almeno percorsi studiati e corridoi orari, o di circolazione, che consentano a chi lavora a bordo di un mezzo commerciale di non dover fermare la propria attività”. Per Bargi “quello in atto da parte del Comune di Modena è l’atteggiamento tipico di miopia delle giunte di sinistra che, senza mai porsi il problema in modo costruttivo obbediscono alle indicazioni, sapendo benissimo che l’efficacia dello stop al traffico sulla situazione ambientale è tutt’altro che provata”, continua il consigliere. “Non stupisce certo il nuovo assessore all’ambiente, Alessandra Filippi, che procede, come prevedibile, in una sola direzione senza porsi il problema in modo complessivo”, aggiunge Bargi “lascia invece perplessi l’atteggiamento del sindaco Muzzarelli, che più volte ha sostenuto di avere a cuore l’economia e la produttività del territorio e che ben dovrebbe conoscere il potenziale impatto del blocco sulle imprese artigiane”.

Infine “paradossale è la scelta del Pd che continua ad accanirsi contro le necessità dei cittadini nell’inutile tentativo di abbattere la quantità di inquinanti presenti nell'aria, mentre contemporaneamente fa funzionare a pieno regime l’inceneritore, aprendo se necessario anche all’arrivo di rifiuti da fuori regione pur di mantenere in piena attività l’impianto di Hera”.

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