Ricostruzione post sisma. La sfida tra storia e innovazione per la chiesa di San Francesco a Mirandola

Restaurare un’opera storica mantenendone tutti gli aspetti originali seppur con le modernità del tempo o accostarci inserti contemporanei. Così la consigliera Giulia Gibertoni interpella la Giunta riguardo all'opera danneggiata dal sisma nel 2012

Storia e innovazione si scontrano nella vicenda che riguarda il restauro, e  la salvaguardia dell'integrità storico-monumentale, della chiesa di San Francesco a Mirandola, nel modenese .

“La chiesa di San Francesco è uno degli edifici storici più importanti fra quelli seriamente danneggiati dagli eventi sismici del 2012 - esordisce la consigliera regionale Giulia Gibertoni, che ha presentato un'interpellanza alla Giunta con l'obiettivo di tutelare il monumento-. e il recupero del bene nella sua integrità materiale- spiega la consigliera- è il principio che regola ed è il fine stesso del restauro; per la chiesa di San Francesco il progetto è tutto ben documentato nella storia stessa dell’edificio come era fino al devastante terremoto".

Secondo la Gibertoni, tuttavia, il bando parrebbe rifiutare questo approccio e nelle linee guida della progettazione pare si apra la sfida tra storia e innovazione, in quanto lo squarcio del sisma viene visto più come l’occasione per progettare  l'edifico storico accostandovi però inserti contemporanei a quanto resta del materiale originario. Per la consigliera tale metodologia non andrebbe seguita in quanto  "si poteva e si può, a maggior ragione con le tecnologie a disposizione, ricostruire a costi contenuti e rispettando le regole antisismiche, ma utilizzando le strutture e i materiali originari e recuperando, di volta in volta, l'edificio storico nella sua integrità materiale, cosa che è stata fatta, per esempio, dopo il terremoto del Friuli e dell’Umbria".

Pertanto Giulia Gibertoni interpella l'esecutivo regionale per sapere se d'accordo nel ritenere la difesa del nostro patrimonio culturale, anche nella sua integrità, importante, non solo per la storia dell’arte, ma per la vita civile e la memoria della nostra comunità, nonché per l’identità dei nostri territori.

“Importante sapere se l’amministrazione preposta alla tutela del nostro patrimonio culturale- afferma la Gibertoni- disponga, al proprio interno, di adeguate competenze professionali per progettare interventi di restauro e se non ritenga che il recupero del bene nella sua integrità materiale sia il principio regolatore e il fine stesso del restauro, specie per un edificio come la chiesa di San Francesco, che può sicuramente considerarsi uno degli edifici storici più importanti fra quelli gravemente danneggiati dagli eventi sismici del maggio 2012, e cosa intenda fare in tal senso.

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